L’America (del Nord, s’intende) è un paese che fa parlare. Troppo. E’ un paese che induce-obbliga a parlar di politica. Difficile rimanere imparziali dinanzi all’America, dinanzi all’eccesso, dinanzi a tutto ciò che può, vuole o vorrebbe rappresentare.
Up to the sky è il titolo che Francesca Galliani sceglie per una delle sue ultime ricerche, quella sugli Stati Uniti, o meglio New York: un titolo sognante, melanconico, si direbbe se non fosse per quegli aereoplanini arancioni applicati ad una delle tele proprio di fianco ad un edificio che ha tutta l’aria di essere uno dei tanti (o uno dei due?) grattacieli di Manhattan. Allora “su fino al cielo” non è più solamente la dimensione del sogno, del pensiero, dell’anima, ma diventa, grazie a sottile gioco d’immagini, anche altro: un luogo che ha un preciso passato da ricordare, di cui parlare, su cui far politica.
Le fotografie in bianco e nero stampate su grandi tele raccontano una New York in visione soggettiva, personale. Forse la città è solo un pretesto. Sulle tele l’artista proietta se stessa: la metropoli c’è, ma è dietro. E’ dietro i materiali applicati alle immagini, dietro le pennellate di colore sparso ovunque a coprire i molti dettagli, dietro le parole scritte a mano in ordine sparso; dietro il gesto dell’artista. Certo è passato mezzo secolo dai tempi dell’Informale, ma a volte il bisogno d’espressione dell’uomo sembra condurre a risultati antichi.
Eppure le immagini della Galliani sono immagini che soddisfano. Si reggono su un linguaggio materico estremamente appagante che riempie gli occhi e la vista. Ed è proprio l’intervento gestuale dell’artista a saziare lo sguardo. In fondo, anche gli scatti in sé, sembrano solo un pretesto; né si può effettivamente parlare di fotografie, ché l’immagine fotografica è solo una delle componenti, se non l’ultima, dell’opera nel suo complesso.
Squarci di metropoli vengono ritagliati dallo sguardo dell’artista a comporre un mosaico personale, tutto il resto non conta. Visioni parziali, nel vero senso della parola. Uno spicchio di cielo, mezza facciata di un palazzo, uno scorcio della metropolitana, sono solo lo sfondo, la tela appunto, su cui l’artista può raccontare altro, può raccontare se stessa. E lo fa con molta coerenza, forse troppa. Le opere sono formalmente e cromaticamente molto coese: tutte giocano sulle tonalità del grigio – o del bianco e nero- con l’aggiunta del rosso, nient’altro e tutte sono sottoposte agli stessi procedimenti materico-gestuali. Una vale l’altra, qualcuno potrebbe dire. Ma non è così.
link correlati
http://www.gallianiphoto.com/index2.html
francesca mila nemni
mostra visitata il 2 novembre 2004
Francesca Galliani – Up to the sky
Galleria Il Torchio, Milano
Via Crema 8 – 20135
Tel/fax 025831826
e-mail: iltorchio@fastwebnet.it
Ingresso libero.
Orari: 10 -12.30 / 15.30 19.30
Chiuso Lunedì mattina e festivi
[exibart]
Fino al 24 luglio 2026, alla galleria Gió Marconi la retrospettiva milanese interpreta le opere del grande Man Ray come…
In occasione del recente omaggio nella capitale britannica, ripercorriamo la carriera e l'incredibile modernità di Julia Margaret Cameron attraverso cinque…
L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…
Il ritratto privato di un’icona del Novecento: un nucleo di gioielli racconta la diva del cinema, da Bulgari a Buccellati,…
Con il libro Poesia Malata, Reverie costruisce un diario feroce della contemporaneità, tra salute mentale, ossessioni affettive, dipendenza e ricerca…
Fondata da Rashid Johnson e Sheree Hovsepian, con la collaborazione di Hauser & Wirth, Casa Gràcia offrirà a Minorca residenze…