Categorie: milano

fino al 20.XII.2003 | Something more than five revolutionary seconds | Milano, Fondazione Davide Halevim

di - 2 Dicembre 2003

La fondazione del collezionista Davide Halevim opererà su più livelli: graduale trasferimento della collezione privata alla fondazione; mostre temporanee con acquisizione di alcune opere; produzione di mostre di artisti emergenti.
Il primo anno sarà votato al tema della “donna” e la prima mostra è una collettiva di cinque artiste internazionali. Il fil rouge che il curatore Edoardo Gnemmi ha individuato per selezionare fra la produzione delle artiste è la “narratività” e il titolo (ripreso da una serie di Sam Taylor-Wood) si riferisce alla possibilità da parte dello spettatore di immaginare una trama sulla scia dell’iniziale impatto visivo delle foto.
La mostra si apre con un’artista ‘di grido’ come Tracey Moffatt (Brisbane, Australia, 1960), della quale viene proposto il polittico Something more del 1989: le nove fotografie delineano effettivamente una trama, ma poco intelligibile nel suo insieme; la serie di eventi tragici, quotidiani, di gesti d’affetto si risolve in un insieme di suggestioni che comunque rimanda alle origini dell’artista di aborigena adottata da una famiglia bianca. Di Sam Taylor-Wood (Londra, 1967) vengono proposte due opere dalla serie Five revolutionary seconds. Sulla superficie piatta di una fotografia lunga quasi otto metri è riportato uno sguardo a 360° su un interno, permettendo così di vedere in sequenza tutte le stanze e le persone presenti nell’appartamento. L’attenzione è posta sulle relazioni interpersonali fra gli abitanti di questa casa ‘aperta’ davanti agli occhi dello spettatore: per la maggior parte le persone sembrano indifferenti le une verso le altre, i loro sguardi inseguono punti di fuga differenti. La presenza di una sonorizzazione concitata e confusa non svela le dinamiche che stanno avvenendo fra i vari occupanti della casa. In Liza May Post (Amsterdam, 1965) la narratività è congelata, essa si trova in nuce nelle figure femminili isolate e alienate di cui possiamo solo immaginare le situazioni esistenziali. Il legame con esse di queste donne viene simboleggiato da una strana simbiosi di colori e materiali fra i vestiti che indossano e l’ambiente che le imprigiona. Nella serie Override del 1997 Anna Gaskell (Des Moines, USA, 1969) ci presenta scene ambigue di un gruppo di bambini che sembrano giocare, ma forse si azzuffano o compiono atti di crudeltà su uno di loro.
Le foto di Amy Adler (New York, 1966) sono quasi performative nel processo di esecuzione: essa scatta un autoritratto, lo riproduce con un disegno, fotografa il disegno che infine distrugge. Nella serie Centerfold (in italiano Paginone centrale), 2002, l’artista è in posizioni ammiccanti e sensuali ma incute anche un senso di misterioso timore. Nel lavoro delle cinque artiste la narratività è frammentata, accennata, non lineare; le atmosfere ricordano i film più surreali di David Lynch.
L’ultima sala ospita un primo assaggio di opere della collezione Halevim: foto di artiste come, fra le altre, Nan Goldin, Cindy Sherman, Shirin Neshat e Mariko Mori. Nel primo anno di attività della fondazione seguiranno le personali di un’artista americana e di una italiana (non ancora svelate).
Vista la qualità degli spazi, ampi ed eleganti, e i programmi stimolanti si potrebbe adottare il titolo della mostra anche come augurio per questo nuovo spazio espositivo.

articoli correlati
Liza May Post alla Biennale 2001
Form follows fiction-collettiva con Adler e Gaskell
link correlati
Anna Gaskell a Rivoli
Amy Adler fotografa Leonardo Di Caprio

stefano castelli
mostra visitata il 20 novembre 2003



Something more than five revolutionary seconds
A cura di Edoardo Gnemmi
Fondazione Davide Halevim
Via Lomazzo, 28-Milano
Tel.: 02-315906
e-mail: info@fondazionedavidehalevim.org
Dal martedì al sabato ore 11-19
Ingresso libero
Catalogo con testi di Emanuela De Cecco e del curatore, euro 25.
Fino al 20 dicembre 2003

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Le Seven Deaths di Marina Abramovic, nell’antica cisterna sotterranea di Copenaghen

Le Cisternerne, suggestivo spazio espositivo ricavato nelle antiche cisterne dell'acqua di Copenaghen, ospiteranno una versione installativa delle Seven Deaths di…

12 Febbraio 2026 20:23
  • Arte contemporanea

A Milano Fondazione Elpis si espande con nuovi atelier e residenze per artisti

La Fondazione Elpis, fondata da Marina Nissim nel 2020, ridefinisce il proprio assetto mettendo al centro il rapporto tra pratica…

12 Febbraio 2026 16:55
  • Cinema

WikiFlix: è nata la piattaforma gratuita che riporta in vita il cinema di dominio pubblico

Oltre 4mila film senza abbonamento né registrazione: la nuova piattaforma WikiFlix aggrega titoli di pubblico dominio e li rende accessibili…

12 Febbraio 2026 15:18
  • Arte antica

Tintoretto restaurato: un ciclo frammentato si ricompone alle Gallerie dell’Accademia

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano, finalmente riunito, uno dei cicli meno visti della pittura veneziana del Cinquecento: quello delle…

12 Febbraio 2026 13:30
  • Mostre

Tra sogno e magia, da Dalí a Ontani: il Surrealismo in mostra a Mondovì

Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…

12 Febbraio 2026 12:40
  • Arte contemporanea

Come dare luce a un’opera impossibile: Antonello Ghezzi al Museo Lercaro

Al Museo Lercaro di Bologna, il duo Antonello Ghezzi racconta la nascita di un’opera impossibile: dal fallimento di un progetto…

12 Febbraio 2026 11:30