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fino al 23.XI.2002 | Roberto Covre – Flat files private religion / Panagiotis Giakas – G | Milano, Pianissimo Arte Contemporanea

di - 14 Novembre 2002

L’esposizione di Roberto Covre, rappresentata da 6 fotografie, distinte in due gruppi, e da una video proiezione, costituisce la seconda parte di un progetto iniziato con la serie Flat Files_private garden. L’indagine approda alla religione e si focalizza sui mutamenti di significati ed interpretazioni che possono derivare dai cambiamenti prospettici di una stessa immagine. L’intento non è quello di sollecitare l’adesione del punto di vista di chi guarda in un senso piuttosto che in un altro, ma solo richiamare l’attenzione su questa ambiguità. E’ come se l’artista giocasse con le facce di una medaglia, dove ciascun lato risponde ad una cultura e ad una certa visione del bene e del male. E’ sufficiente una rotazione ed una somiglianza perché l’immagine di uno sembri ed induca a pensare a quella di un altro. Intorno a questo equivoco gira la proiezione m’ama non m’ama. E’ un dvd montato a loop in cui le parole (m’ama non m’ama) si inseguono sullo sfondo di una medesima figura che cambia di tre quarti la propria disposizione, mantenendo inalterata la posizione della mano e delle dita; si produce così uno sfasamento dei piani visivi con il risultato che un’immagine di Gesù Cristo può risultare somigliante a quella di Bin Laden. Frontale e chiusa in una stanza, la proiezione video è sonorizzata e immersa in uno sfondo di luce al neon che produce un’atmosfera di raccoglimento. Archetipi della proiezione di Covre sono le immagini fotografiche della serie Private religion 004 flat files II, Private religion 005, Cluster bomb flat files II. La ragione è duplice. Da un lato la continuità di atmosfere; come la figura proiettata, queste foto sono avvolte da un clima ectoplasmatico, evanescente, sabbioso e fosco, cosicché visi e corpi delle persone e delle statuette ritratte non appaiono con chiarezza ma sembrano coperte da un velo. Dall’altro, anche queste immagini, lavorano sugli sfasamenti di rappresentazione dei modi di guardare e di vivere la fede. L’ultima serie fotografica di Covre continua con lo stesso tema ma sviluppa più che l’aspetto delle tonalità e dell’evanescenza delle immagini, quello dei dettagli. Si tratta di foto realizzate da uno scanner appositamente modificato per poter imprimere l’immagine di una statuetta tetradimensionale. L’artista ottiene immagini ad alta definizione e muovendo l’oggetto durante la scansione, produce dei segni di errore che spezzano la foto mostrandone la doppiezza.
Due schermi, visivamente due diverse situazioni, un’unica vicenda che nasce e muore su se stessa, in circolo, seguendo la struttura a otto del nastro di Mobius. Queste le caratteristiche principali del video G di Panagiotis Giakas. Secondo l’artista la superficie del nastro, ad una sola faccia ed un solo bordo, è la chiave di lettura del video. Il nastro è il tempo della visione e della storia. Chi guarda non deve capire subito, piuttosto mettersi progressivamente nei panni del personaggio. G è una sequenza di ’10, dove le immagini di uno schermo si ritrovano, ribaltate in successione in quello contiguo. E’ la storia di un uomo che perde e ritrova la memoria, in un stato di rincorsa continua tra il sonno e la veglia. Il video è accompagnato dalla musica di Stefan Wark. L’uomo comunica unicamente con le tracce che trova e lascia sul suo percorso, e con le persone che incontra. I suoni, in qualche caso, vengono trascinati all’indietro per dare corpo alle situazioni a ritroso. Il protagonista va avanti e indietro con il tempo, tra sfondi domestici e promenade attraverso scorci della città di Milano.

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mostra visitata il 9 novembre 2002


Roberto Covre – Flat files private religion e Panagiotis Giakas – G
Fino al 23.11.2002; Pianissimo Arte Contemporanea, via Altaguardia 6 (zona Porta Romana), Milano; tel. 02/58300162, e-mail: pianissimo@libero.it .
Orari dalle 15.30 alle 19.00. Chiuso lunedì e domenica


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