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fino al 23.XII.2010 | Federico Solmi | Milano, Jerome Zodo

di - 26 Novembre 2010
Come un
Giovenale contemporaneo, distilla il magma della società componendo versi per
immagini col “metro” della satira. Federico
Solmi
(Bologna, 1973; vive a New York) osserva, guarda, smembra e reintegra
le scorie del presente, ordinando vertiginosi montaggi a precipizio
sull’esistenza. Senza paracadute.

Sull’orlo di
queste deliranti profondità si innesta A
Confederacy of Villains
, che prende
spunto dal romanzo di John Kennedy Toole, A Confederacy of Dunces. Nel
percorso espositivo della Zodo Gallery, fatto di ossessioni e forti input
carichi di significanti – realizzati con ardite sperimentazioni e
contaminazioni tra supporti e media -, emerge su tutte la videoinstallazione
Douche Bag City, ultima
creazione dell’artista emiliano dalla fama internazionale.

È
una provocazione molto suggestiva dal retrogusto neogotico costruita attraverso
frammenti (quindici panelli video) incorniciati in vere e proprie cornici
intarsiate. Tutti primi piani spietati – dalle auree pop barocche – su torture
inflitte a criminali, un teatro del mostruoso che gronda violenza, orrore ed
esplosioni cromatiche. Federico Solmi smaschera mostri e mostruosità mettendo
allo specchio la società, nuda e deforme davanti a se stessa con occhio
dissacrante, con un linguaggio enfatico, artificiale e molto pulp. Perciò
nessuna paura primordiale o fantascienza postmoderna da riesumare, il mostro
che Solmi denuncia nasce dall’orrore che è nelle cose falsamente imbellettate.

Sempre
col registro della satira ma con un filtro essenzialmente bianco e nero,
l’opera Rocco Never Dies (2005) “narra” le rocambolesche
avventure del celebre attore porno paradossalmente fatto eroe. Ancora scorie e orrore
a puntate in Mr Pope Welcome To Hell,
The Evil Empire, Evil Always Prevails. Da segnalare anche un’importante anteprima nella mostra
milanese, il lavoro pittorico Chinese Democracy and the
Last Day on Earth
, commissionato all’artista dalla Guggenheim
Foundation di New York.

Proseguendo
con la “confederazione di criminali”, cinismo e inquietudine si mescolano in King Kong and the End of the World
(2006), in cui Solmi leva la maschera ai miti statunitensi ribaltandone
radicalmente l’aura ideale. Tornando alla video-storia Douche Bag City (il collaborazione con Russell Lowe e musiche di
Jennifer Solmi), protagonista è un broker di Wall Street, Dick Richman, simbolo caustico di un universo capitalistico proiettato
in un cruento gioco al massacro infernale per cui non ci esistono vie d’uscite.

Non sussistono
catarsi nelle videoinstallazioni di Solmi, perciò il “game over” che lampeggia
a ritmo cadenzato e perentorio condanna il protagonista (esiliato e spedito
nella “città degli arroganti”) a ricominciare una “nuova partita”. Una nuova
guerra. Sempre uguale. Senza tregua, perché “il male prevale sempre”.

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Personale
alla NotGallery

Nel
2005 a Brescia

Intervista
con l’artista

caterina misuraca

mostra visitata
il 23 settembre 2010


dal 23 settembre al 23 dicembre
2010

Federico Solmi – A
Confederacy of Villains

Jerome
Zodo Contemporary

Via Lambro, 7 (zona Porta Venezia) – 20129 Milano

Orario: da martedì a sabato ore 10-19

Ingresso libero

Info: tel. +39 0220241935; fax +39
0220244861;
info@jerome-zodo.com; www.jerome-zodo.com

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  • ma sì dai la solita dicotomia cristogiudaica bene/male vs inferno/paradiso vs santi/peccatori, non se ne può più di queste puerilità, la divisione favorisce solo il controllo lo sanno anche i bambini ormai. l'apocalisse non esiste, è solo la sparizione dell'uomo e il momento in cui la terra finalmente ricomincerà a respirare. poi vedo che il solmi è stato anche molto attento a essere estremamente politically correct con la rappresentazione del papa nei suoi video di dubbio gusto, non sia mai ci fosse stato un rabbino eh no quello non è permesso, i rabbi e i commerci di organi non si toccano procurano troppo cash per essere criticabili. mi vado a mangiare gli incontri va, per fortuna ci sono queste pubblicità illuminanti su questo sito, il solo fatto che esistano biscotti come gli incontri mi fa capire la totale inutilità della mostra di solmi.

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