Categorie: milano

fino al 24.IV.2010 | Anna Maria Maiolino | Milano, Raffaella Cortese

di - 11 Marzo 2010
L’identità brasiliana è arte pulsante e autoctona”, e si veda Tarsila do Amaral, Oswald de Andrade e il Manifesto Antropófago. L’arte brasiliana è una spinta
precisa e universale, è una direzione che ci porta a trovare un senso e una
struttura in tutto quel che creiamo. Partendo da quel che abbiamo dentro
. Con queste parole, Anna Maria
Maiolino
(Scalea,
Cosenza, 1942; vive a Rio de Janeiro) introduce la sua ultima personale.
A breve allestirà una grande retrospettiva europea, a lei dedicata a
Londra (dal 31 marzo al Camden Arts Centre). La mostra milanese è dunque
un’anticipazione sapiente, seppur breve, sulle future celebrazioni del suo
percorso artistico. Il materiale esposto presenta una selezione di lavori che
sono stati registrati, assemblati, pensati e composti tra gli anni ‘70 e ‘80.
Le sale della galleria brillano in penombra. Proiezioni video,
videoinstallazioni (Vida Afora), foto in bianco e nero (Fotopoemação, In&out Antropofagia, É o que Sobra) e alcuni libri d’artista
restituiscono all’uomo il proprio statuto di soggetto concettuale. Maiolino
s’affaccia sul contemporaneo riconsegnando la visione prospettica del corpo
puro al ruolo di struttura, terreno d’identità e detonatore di senso.

La donna”,
sostiene l’artista, “crea in spirale mentre l’uomo funziona e pensa in linea
retta.
Comunque, al di là della nostra
sessualità, io credo che quel che noi siamo, all’interno del nostro corpo,
attraversi il vuoto. Quel nulla che ci ha dato origine e che noi eliminiamo
dandoci una struttura. L’arte è come una imbastitura, fatta con un filo che a
volte si tende, altre volte si annoda e altre ancora si raggomitola su se
stesso, senza avere più possibilità di scorrere all’infinito
. Mentre Maiolino parla, alle
pareti scivolano immagini lente e autentiche, fatte di bianco e di nero. Occhi,
bocche, forbici, arti, sopraccigli e pelle fasciano l’intonaco della galleria
stendendo una pellicola spessa, un rivestimento composto da tanto, chilometrico
derma.
In questi lavori sembra naturale ripercorrere l’urgenza fisica, forse im-mediata,
di ridefinizione e scoperta del corpo. Negli anni ‘70 e ‘80 l’identità
artistica risiedeva nella rappresentazione liberatoria e accentrata del sé.
Viene da chiedersi oggi, nell’arte contemporanea, se denotati e connotati non
abbiano gli uni ceduto il posto agli altri.

Il vuoto è la domanda che interrogo da tutta una vita. E noi donne come lo
trasformiamo? Come lo avvolgiamo?
”, si chiede l’artista oramai brasiliana. “Una risposta
che mi sono data sta in queste immagini e nell’uso che io faccio della poesia.
Il vuoto che io utilizzo è puro rizoma, una nostalgia che sparge e non si
riempie mai. Se non con altro vuoto. La direzione che dobbiamo prendere va
verso la manifestazione del fenomeno dell’Altro. Noi non siamo che migrazione
costante attraversata da percezione fenomenologica
.
La conclusione? “Se ci
vedessimo di più in qualità di corpi ritroveremmo la nostra struttura, uno
spazio e aperto e delimitato. Un orlo in grado di restituirci la nostra perduta
sacralità e la sua annessa memoria
.

ginevra bria
mostra visitata il 23 febbraio 2010


dal 23 febbraio al 24 aprile 2010
Anna
Maria Maiolino – Videos and Photographs from the ‘70-‘80s
Galleria Raffaella Cortese
Via Stradella, 7 (zona piazza Lima) – 20129 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 15-19.30 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 022043555; fax +39 0229533590; rcortgal@tiscali.it; www.galleriaraffaellacortese.com

[exibart]


Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Il grande schermo sotto le stelle in Piazza de’ Pitti: a Firenze torna Apriti Cinema

Una delle piazze più scenografiche del mondo si trasforma in un cinema a cielo aperto per l'intera estate: dal 15…

14 Giugno 2026 18:51
  • Arte contemporanea

La Biennale Gherdëina compie vent’anni e trasforma le Dolomiti in un giardino del futuro

Con Future Paradise Gardens, la decima edizione della Biennale Gherdëina mette in dialogo arte contemporanea, memoria del territorio e immaginazione…

14 Giugno 2026 18:02
  • Progetti e iniziative

Quando il gioco diventa proiezione: il progetto di Adiacenze e Asmodee a Bologna

Al Padiglione Esprit Nouveau di Bologna, nell'ambito di "PLAY – Festival del Gioco" e della rassegna "CLOSER – Becoming the…

14 Giugno 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Ca’ Riviera: la nuova fuga culturale da Venezia lungo il corso del Brenta

Il nuovo spazio di Mira, in provincia di Venezia, dedicato ad arte contemporanea e residenze, inaugura con una mostra che…

14 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

150 anni di Museo delle Civiltà: la storia viva di un’istituzione antica ma attuale

Un viaggio che ripercorre la nascita e l’evoluzione di una delle istituzioni museali più significative del panorama italiano, votata al…

14 Giugno 2026 16:30
  • Libri ed editoria

Nel Salento dell’estate, i libri diventano un fenomeno popolare

Salento Book Festival: prende il via la sedicesima edizione della rassegna itinerante che porterà alcuni dei protagonisti della cultura italiana…

14 Giugno 2026 15:30