Il puro atto creativo, l’intuizione prima di un artista ha sempre affascinato i critici d’arte: l’idea originaria che poi scaturirà nella materia dell’opera finale è stata da sempre analizzata e parzialmente descritta. Bellissime sono le celebri pagine di Paul Valery in Scritti sull’Arte in cui viene spiegato come Degas vedeva nell’atto creativo “solo problemi di una matematica più sottile dell’altra, che nessuno ha saputo rendere esplicita e di cui ben pochi sospettano l’esistenza”.
Questa alchimia artistica ha la massima espressione proprio nel disegno preparatorio che, spesso, rappresenta la manifestazione più diretta, senza la presenza di filtri o di limitazioni, del talento dell’artista; ed è significativo che proprio nei disegni degli scultori si manifesti un’attenzione quasi maniacale per i singoli particolari, attenzione dovuta al fatto che l’oggetto prodotto è tridimensionale ed impone una padronanza assoluta della materia.
Il Museo Minguzzi prosegue, dunque, nella meritoria esposizione di disegni di grandi scultori e, dopo lo splendido taccuino di Possagno del Canova, presenta una cinquantina di bellissimi studi di Giacomo Manzù per la scultura bronzea dedicata ad Alice Lampugnani. Tali disegni sviscerano compiutamente le diverse fasi lavorative dell’opera di Manzù ed, insieme allo splendido bozzetto in cera della statua, sono gli strumenti usati dall’artista per giungere all’opera finale. Proprio dal confronto tra la grande statua dedicata alla amica ed ispiratrice e i diversi studi risulta evidente come anche il più semplice panneggio sia stato in realtà accuratamente studiato e preparato.
Articoli correlati:
I disegni di Canova
Le opere e i libri di Manzù
Luca Scalco
Fino al 14 aprile, in occasione di Vinitaly 2026, un’esperienza immersiva nel nuovissimo spazio del “Monastero” di Palazzo Maffei a…
C'è aria di primavera a New York e la città si riempie di cultura: dieci appuntamenti a tema fotografia tutti…
La start up Institution School presenta due nuovi corsi formativi online, incentrati sulla teoria e sulla pratica dell’arte contemporanea: tra…
Con "Open Field", l’oggetto sportivo per eccellenza perde le sue sovrastrutture agonistiche per farsi pura traccia visiva. Un progetto di…
PaviArt torna per la tredicesima edizione negli spazi del Palazzo delle Esposizioni di Pavia: 70 gallerie italiane e internazionali, un’area…
Alla scoperta degli appuntamenti da non perdere a margine della terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival: tra Centro e…