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Fino al 25.XI.2017 | Chantal Joffe | Monica De Cardenas, Milano

di - 9 Novembre 2017
Gli autoritratti, ritratti di bambine, ragazze, adolescenti che domani saranno adulte e poi di amici, volti o figure per lo più femminili, quasi istantanee di identità sospese tra reale e immaginario di Chantal Joffe (1969) nata in America e residente a Londra stranamente non si dimenticano!
I suoi dipinti di piccolo formato s’imprimono nella memoria per la capacità dell’autrice di dipingere in poche e solide linee la complessità degli stati d’animo umani, soprattutto la mobilità psicologia femminile. Tratto fluido, veloce immediato e controllato insieme, colori squillanti, distorsione formale equilibrata, in cui s’intrecciano in linea di continuità con la rappresentazione della figura umana dalle prime avanguardie ad oggi, mixando riferimenti colti a quelli mediatici, passando da corpi antiestetici e legnosi ispirati dai tratti espressionisti e dai colori shoccanti, al senso del colore di Matisse, fino alla distorsione formale di Soutine.

Chantal Joffe at Monica De Cardenas, Milan, 2017. Courtesy: Galleria Monica De Cardenas. Photo: Andrea Rossetti

Questi e altri codici della pittrice inglese sono un presupposto per investigare la precarietà psichica diffusa come espressione visiva dell’intensità psicologica dei suoi personaggi.  A Milano nella galleria di Monica De Cardenas, Chantal Joffe, artista di fama internazionale che vanta un curriculum espositivo eccellente, ormai è di casa, dove espone una ventina di opere realizzati negli ultimi due anni di piccolo formato, compresi i nuovi pastelli, dal titolo “Family Pictures”, una sorta di diario visivo affettivo, quasi appunti di una cronaca  sociale dell’interiorità, che ritraggono anche la figlia Esme, il marito Dan e se stessa, perché in seguito alla maternità, la sua naturale attitudine fisiognomica è maturata e di conseguenza anche il suo stile si fa più incisivo, profondo e leggero al tempo stesso. Le sue linee veloci, trattengono gli impeti emotivi di figure ambivalenti, sospese tra voyerismo e realismo magico, sovente ambientate in luoghi domestici in cui i modelli mediatici si fondono con i soggetti reali. Queste opere fanno leva sull’intimità, violata sì ma non banalizzata, con garbo, per salvaguardare quel mistero che il femminile racchiude in sé. Chantal Joffe ha dichiarato in un‘intervista: “Dipingere è il mio modo di pensare”, e la fragilità dell’esistenza umana dall’interiorità densa, diventa il presupposto per investigare senza giudicare la condizione umana  nelle sue variabili espressioni emotive, in cui la dimensione intima assume un valore sociale. Tra le altre opere seduce per “legnosità” e fragilità insieme Wood Woman (2016), un’elegante figura “modiglianesca”, dal corpo flessuoso, smaterializzato in colore azzurro -acqua, fluido come l’ immagine riflessa nell’acqua, in cui distorsione formale e controllo della composizione si compenetrano in perfetto equilibrio. Nel dipinto Bella Reclinig (2017), la figura evoca le “odalische” di Matisse, che diventano un tutt’uno con il divano e l’ambiente domestico. La sua dimensione intima, antimonumentale, mette in scena una visione distaccata ma emotivamente partecipata con figure che in ogni caso affermano la vitalità radiosa e misteriosa dell’esistente.
Jacqueline Ceresoli
Mostra visitata il 28 settembre
Dal 28 settembre al 25 novembre 2017
Chantal Joffe
Monica De Cardenas
via Francesco Viganò 4. Milano
Orari: da martedì a venerdì 10: 00-13: 00 e 15: 00-19: 00
Sabato da mezzogiorno alle 19
info@monicadecardenas.com www.monicadecardenas.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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