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fino al 26.IV.2008 | Spartacus Chetwynd | Milano, Massimo De Carlo

di - 8 Aprile 2008
L’epica del quotidiano, sintetizzata nell’estetica della propria rappresentazione scenica, è arrivata a Milano, anche se con un pizzico di ritardo. Quello che potrebbe essere definito, secondo una pratica aleatoria d’incasellamento, come l’audacia del surrealismo con accessi di barocchismo burlesco ha finalmente trovato uno spazio scenico in Italia. Da De Carlo approda il lungo corteo di Spartacus Chetwynd (Londra, 1973). A scaglioni, per tre volte durante la serata, si susseguono alcuni “match di lumache”. In galleria, come in un torneo, compaiono allibratori, giudici di gara, cambia valute, venditori di snack e scommesse con soldi inventati. Ecco dunque il canovaccio scarno che sottostà al progetto carnascialesco e di The Snail Race.
Sfila un marasma organizzato, una vera e propria parata allegorica fatta di attori-artisti che si contendono un premio, raggruppati secondo diverse fazioni (in pista scendono i Malwad, gli Adamites, i Bucky Balls, le Stravinsky Snail, poi i Non Conformits e infine le Samurai Dragonflies). Una trentina di persone in tutto, vestite con i costumi di scena disegnati da Chetwynd, adatti a creare una sorta di appartenenza di genere. I personaggi si mescolano e si battono gli uni contro gli altri, seguendo le scansioni dei propri turni; sono incontri senza eliminazione diretta.

Queste sfide vedono sei enormi lumaconi -fatti di cartapesta, cartone, strutture metalliche e perfino hula hoop- di origine e tipo diverso contendersi l’uno il punto di partenza dell’altro. I “carri in miniatura” si muovono su ruote attivate dalle braccia di un solo giocatore, bendato e sdraiato sotto il carro. Quest’ultimo fa sì che la lumaca si muova, mentre dall’alto un compagno di squadra lo guida grazie a una bacchetta appoggiata sulla spalla. L’impalcatura riesce così a spostarsi fra due ali di pubblico.
In tutto questo festeggiamento composto, tra risa e clangori, come in ogni carnival party che si rispetti, vengono esternati grumi di pièce teatrali, pupazzi di cartone, arte pop, storia della letteratura e sarcasmo grottesco. L’artista inglese, poco nota in Italia rispetto ai successi ottenuti negli Usa, ha attraversato una carriera che l’ha caratterizzata per il continuo rimescolamento di registri e linguaggi riposti in un punto ben precisato della scena dell’arte contemporanea.

Ogni sua performance è infatti tesa alla rivisitazione dell’espressione corporea, agìta come il palco di un teatro giocoso dell’impossibile. Come la leggendaria figura di Spartacus, ma non del tutto allo stesso modo, Chetwynd vuole assumere nella finzione del travestimento il ruolo di eroina rediviva. Che riattualizza episodici traumi della lotta umana, attraverso figure dell’assurdo.
Per chi decidesse di visitare la galleria dopo l’evento, troverà nella sala principale i carri-lumaca usati durante la performance e una ventina di misteriosi, cupi e polverosi dipinti di piccolo formato, raggruppati nella seconda sala.

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ginevra bria
mostra visitata il 6 marzo 2008


dal 6 marzo al 26 aprile 2008
Spartacus Chetwynd – The Snail Race
Galleria Massimo De Carlo
Via Ventura, 5 (zona Ventura) – 20134 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 11.30-14 e 14.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0270003987; fax +39 027492135; info@massimodecarlo.it; www.massimodecarlo.it

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