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fino al 26.VII.2009 | Maestri dell’avanguardia russa | Como, Villa Olmo

di - 11 Maggio 2009
Sulla scia di parole e concetti come futurismo, avanguardia e sperimentazione sono state incentrate, lungo tutta la penisola, alcune grandi mostre. Eventi dedicati ai movimenti di liberazione ed emancipazione dell’arte nel XX secolo. Al Mart di Rovereto, per esempio, Illuminazioni. Avanguardie a confronto: Italia-Germania-Russia si è affermata come una retrospettiva perfettamente in tono con gli spazi e con i grandi progetti che il museo trentino sta saldamente portando avanti. Attraverso le 150 opere in mostra, la kermesse ha brillato per la capacità di ricreare un’atmosfera meditativa ed elegante, ricomposta grazie alla larga selezione di opere delle avanguardie tedesche e russe. Selezione che ha sottolineato con non eccessiva forza le connessioni estetiche tra il Futurismo e altri movimenti stranieri d’innovazione del linguaggio visivo. Come al Mart, così i lavori presentati a Como provengono in larga parte dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo.
Ma a Villa Olmo, ad aprire la mostra e a onorare i primi saloni, sono i ventiquattro lavori di Marc Chagall, appartenenti al giovanile periodo russo, identificabile tra il 1907 e il 1925. Dipinti che rintracciano nelle linee, nelle interruzioni e nelle campiture iridescenti la nostalgia dell’artista per la terra natale, la Russia appunto, madrepatria alla quale il pittore rimarrà sempre legato. Ben indicato, nel percorso allestitivo, è inoltre il distacco del 1922, quando Chagall deve emigrare in Germania. Soprattutto nelle chine del 1914 si legge l’appartenenza viscerale al territorio, attraverso ritratti di vita quotidiana per le vie di Vitebsk, cittadina presente nella storia umana dell’artista come un punto fisso e immutabile. Tra i capolavori spiccano tre quadri già presentati a Gam di Torino, nel 2002: un Autoritratto con tavolozza del 1914, l’Ebreo rosso del 1915 e Lo specchio, anch’esso del 1915.

Anche di Kazimir Malevič è presente lo stesso quantitativo di opere, che ripercorrono una nuova interpretazione, da parte dell’artista di Kiev, della pittura impressionista, post-impressionista e Nabis. Una tesi ben visibile nell’Autoritratto del 1910. Da osservare con attenzione anche il suo periodo cubo-futurista e suprematista di matrice rodchenkiana, riscontrabile nel Quadrato rosso del 1915.
Pavel Filonov e Vassily Kandinsky sono invece presenti in mostra con quindici opere ciascuno. Lavori che, tra deduzione e induzione, violenza e astrattismo, costruiscono attorno a queste coppie di opposti due universi completi e complessi, intrappolati in una tempesta caleidoscopica che esprime pienamente e nel modo piĂą esauriente la somma di tutti i materiali visivi restituiti dalla bidimensionalitĂ  del disegno.

Da elogiare, per quanto riguarda la scelta tematica della rassegna, l’attenzione posta alle composizioni affastellate di Filonov, maestro dell’arte analitica, che parte da una rappresentazione del dettaglio come soggetto per costruire intorno a esso un sentimento architettonico rarissimo da riscontrare in pittura.

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mostra visitata il 4 aprile 2009


dal 4 aprile al 26 luglio 2009
Maestri dell’avanguardia russa
a cura di Sergio Gaddi ed Evgenia Petrova
Villa Olmo
Via Simone Cantoni, 1 (zona Lungolago) – 22100 Como
Orario: da martedì a giovedì ore 9-20; da venerdì a domenica ore 9-22
Ingresso: intero € 9; ridotto € 7
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel. +39 0254918; www.grandimostrecomo.it

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