Categorie: milano

fino al 27.I.2005 | Laura Matei | Milano, Studio Giangaleazzo Visconti

di - 3 Novembre 2004

Usa ago e filo per esprimersi, Laura Matei (Romania, 1965). Nell’installazione realizzata per gli spazi dello Studio Visconti, cuce pellicola domopak plasmando sagome di persone. La ricchezza di dettagli individuali e l’espressività danno l’idea che le figure siano state fermate, cristallizzate, colte in medias res, nel pieno delle proprie vite, mentre incedono sulla strada. Sicure e fragili al contempo. Già in Nadia Comaneci -opera vista alla Fondazione Sandretto nel 2004- le figure trasparenti esprimevano leggerezza e forza, pur poggiando su instabili cuscini e gomitoli di lana.
Tra le mani dell’artista i materiali poveri, quotidiani assumono una nuova dignità: il filo conduttore che lega la sua produzione cuce la tela o la plastica, si intreccia al tema della memoria personale e collettiva ed al senso diffuso di precarietà e transitorietà. Il percorso si articola in tre tappe che vertono sul difficile rapporto tra l’uomo ed il contesto urbano.

Nella prima sala un uomo ed un donna camminano sulle strisce pedonali, attraversando il fiume di automobili che scorre nelle vie di una città caotica, in cui a ritmi alterni si consente alla gente o alle macchine di proseguire: le due figure si vanno incontro, separate in due teche differenti, fragili come la pellicola trasparente di cui sono fatte. Entrambe sono metafora del pressante ritmo di vita e dell’inevitabile necessità di mettere in conto una dose di rischi quotidiani. Un rapporto vizioso di dipendenza lega, infatti, l’uomo alla macchina: da creatura diventa una minaccia da dominare e sopraffare di cui, però, non si può fare a meno.
Nella seconda sala si trovano cinque spirali sui cui sono parcheggiate alcune macchine costruite con il cartone, una diversa dall’altra. Riposano sotto un telo nero in un sonno forzato: l’uomo le ha coperte e posizionate in ordine nei silos a spirale che –spiega l’artista- vanno verso l’alto, all’infinito.
E’ l’inizio dell’illusione: si passa alla terza tappa del percorso. Nella sala affrescata un pavimento a mosaico fa da cornice ad una serie di semisfere in plexiglas: campane di vetro, sotto le quali si trovano altrettanti piccoli microcosmi. Ognuno spazio vitale che protegge proprio dalle macchine, ormai nemiche. Questa per l’artista è la dimensione dell’utopia, cupola di ossigeno per sopravvivere, “ciambella di salvataggio” che rappresenta l’illusione di essere invulnerabili. Così da materiali semplici ed impalpabili prende forma il percorso che, in un crescendo, culmina in un sentimento di vendetta dell’uomo sulla macchina. Ma rappresentato con grazia e sobrietà minimale.

francesca ricci
mostra visitata il 14 ottobre 2004


Laura Matei
Studio Giangaleazzo Visconti
Corso Manforte 23, 20121, Milano
Tel.0276023238
Fax.02795251
www.studiovisconti.net
info@studiovisconti.net
autobus: 94, 61, 54
tram: 29, 30, 9
metrò: linea 1, fermata San Babila
orari: lunedì-venerdì 11:30-19:30


[exibart]


Articoli recenti

  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30
  • Cinema

I Peccatori: sedici nomination e nessun miracolo

Il caso del nuovo film di Ryan Coogler, con il numero più alto di sempre di candidature agli Oscar, racconta…

14 Marzo 2026 10:00
  • Arti performative

La scrittura del corpo nell’epoca dell’algoritmo: il progetto di Matilde de Feo

Al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, il progetto di Matilde de Feo esplora il rapporto tra corpo, immagine,…

14 Marzo 2026 9:30
  • Mostre

Il diario visivo di Nina Ćeranić in mostra a Venezia

Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…

14 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

È stata scoperta l’identità di Banksy

Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…

13 Marzo 2026 23:16
  • Arte moderna

Il tempo sospeso di Vermeer: storia di un capolavoro a Palazzo Madama di Torino

Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…

13 Marzo 2026 20:00