Categorie: milano

fino al 27.III.2010 | Nicola Samorì | Milano, Marco Rossi

di - 10 Marzo 2010
Contro il destino ineluttabile di
Crono, che divora tutto ciò che ha generato, non si può nulla. Solo la lama
costantemente affilata dell’arte e l’ingegno della sua inquietudine possono
lanciargli una sfida, mescolando tutte le sue epoche e riuscendo persino a
fermarlo.
Nicola Samorì (Forlì, 1977; vive a Bagnocavallo,
Ravenna), nella personale milanese dedicata a La dialettica del mostro, minaccia di nuovo le
sedimentazioni della storia, ritornando irriverente sulle cose selezionate dal
tempo. Guarda, indugia, scarta, sceglie, replica e poi va dentro con tutto il
corpo. Con la rabbia di chi vede oggi la pittura arrancare, smarrita in un
deserto di simulacri. La mutabilità del passato sembra divenire il suo cruccio,
graffiando, cancellando, scorticando, amalgamando i vivi coi morti.
Il titolo è preso in
prestito da una definizione dello storico dell’arte
tedesco Aby Warburg, che fa riferimento alla capacità che hanno alcuni uomini
di tenere a bada i propri mostruosi demoni con il pensiero. Riuscendo quasi a
mantenere, attraverso una loro oggettivazione in immagine, quella sana distanza
con cui difendere il proprio equilibrio psichico. Ma l’artista sa bene che
l’orrore è lì e nessun ordine imposto dovrà più nasconderlo. Neppure una
bellezza adagiata e riconosciuta, ora liberata da percorsi di logica nel
tentativo di ridare assetto a gesti istintivi, collaudando forme nuove.

C’è un
secolo che più di tutti si presta a questi esperimenti: quel Seicento
napoletano grondante di materia e forma, luccicante di luce e intriso di
silenzioso buio. E c’è un artista che Samorì predilige e ricopia: quel Jusepe
de Ribera
, spagnolo di nascita e napoletano d’adozione, che offre coi suoi
mostruosi ma naturali valori imperfetti un terreno da rivangare continuamente.
È come poter disporre di un pezzo appena ultimato dal pittore”, confessa l’artista,
e intervenire sulla materia fresca della pittura apportando quelle che
Moreni chiamava pennellate sbagliate, gesti liberi impensabili a quel tempo
”.
Riattivando,
così, corpi passati in memoria, lavorando sulle teste, stracciandole,
scrostandole col raschietto fino a farle cadere penzoloni. Come la larga lingua
bianca di Scuola italiana. O anche rendendo visibile l’incertezza delle
cose mentre accadono, come la figura del Santo Eremita arroccato nel suo Buenretiro, che è ripresa in
movimento, come una foto sfocata o una riproduzione scannerizzata male. E pare
che sia andata proprio così…

Dipinti ma
anche sculture, che spesso l’artista ricalca e poi deforma per far allontanare
la mente dalla memoria dell’originale. Samorì parte sempre dal passato, dalla
perfezione dei grandi maestri per ritornare sui loro corpi, manipolarli,
camuffarli per simulare ciò che non è e rivelare i punti di contatto che la
storia non ha voluto far incontrare.
Veri e
propri tradimenti che scuotono l’osservatore e si colgono solo a un secondo
sguardo. Grazie a un talento innato e a una tecnica del tutto personale,
impiastricciata e precisa, esplorativa e alchemica, segreta e folle.

articoli correlati
Samorì
a Torino

ivana porcini
mostra visitata il 24 febbraio
2010


dal 18 febbraio al
27 marzo 2010

Nicola
Samorì – La dialettica del mostro
MarcoRossi ArteContemporanea
Corso Venezia, 29 (zona Porta
Venezia) – 20121 Milano
Orario: da martedì a sabato ore
11-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 02795483; fax
+39 02795596; milano@marcorossiartecontemporanea.com;
www.marcorossiartecontemporanea.com

[exibart]


Articoli recenti

  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30
  • Arte contemporanea

La ex Factory di Andy Warhol a New York diventerà un negozio Uniqlo

A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…

4 Aprile 2026 9:30
  • Mercato

Finarte: è record mondiale per una fotografia di Franco Fontana

Un paesaggio di Fontana da € 20.320, ma anche gli scatti di Hiroshi Sugimoto, Luigi Ghirri, Gianni Berengo Gardin. Tutti…

4 Aprile 2026 8:15
  • Mostre

Ulassai, Sardegna: Il Significato dell’Opera

É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea

4 Aprile 2026 0:02