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fino al 27.VII.2007 | Luigi Ontani | Milano, Claudia Gian Ferrari

di - 18 Giugno 2007

Lo studio di Claudia Gian Ferrari non è molto grande. O, per lo meno, gli spazi espositivi, con l’invasione dei lavori di Luigi Ontani (Vergato, 1943; vive a Roma) tendono a restringersi. La ricerca vibrante dell’artista, profusa a colori e a materiali, rischia di travolgere persino uno sguardo distratto. Bisogna passeggiare con concentrazione, e soffermarsi con una certa dose di distacco, su ogni oggetto, evitando di cadere nella trappola-wunderkammer. Altrimenti si rischia di esasperare, guardando con troppo focus, una ricerca simbolica che andrebbe al di là di un giudizio di tipo estetico e compositivo.
Ogni elemento nasce infatti da una precisa scelta, una ricercatezza che si fissa, quasi feticisticamente, sui dettagli. Quella cura intima che l’artista aggiunge, toglie, recide, e infine s’accapriccia. Il risultato di questa leziosità è trasposto su qualsiasi supporto l’artista decida di imprimere. In ogni volto, su ogni stelo di fiore, su qualsiasi occhio apotropaico o girotondo di danze si nota una versatilità e un’incredibile compattezza espressiva, che si trasmette dolcemente di materia in materia.
In galleria la fisionomia di Ontani rimbomba e si concede in pose ieratiche. Subito entrando, sulla parte sinistra, è stata appesa, in grande formato, una fotografia del 1975. L’artista nudo e di schiena si torce, fino a portare il profilo a tre quarti. Nel movimento avvolge un panno di seta blu attorno a sé, accompagnando il vortice immaginario che sembra non finire nemmeno in primo piano. Nella parete frontale all’ingresso campeggia uno specchio illustrato con civet te e ragnatele ricamate da morbido vetro di Murano. Proprio di fronte è stato posto sotto vetro lo studio preparatore di quest’opera. Un disegno a tinte tenui, realizzato a pastelli a cera che traspone con cura le direttive per la fusione di colori caldi e silicio consegnata ai maestri vetrai di Murano.
Ontani sposta il proprio immaginario rendendolo una sorta di rete protettiva. Una muraglia fantasiosa che ingloba e re-interpreta il mito. Ne sono ad esempio le tre sculture marmoree disposte al centro della sala, sulla parete laterale e su una base torrita a destra dell’entrata. In ognuna di queste composizioni l’artista è presente come parte integrante della narrazione mitica. La più curiosa tra queste opere, create ad hoc per la galleria di Claudia Gian Ferrari, è la fontana che ritrae l’artista come una Leda concupita dai movimenti insinuatori di un cigno-Zeus. Ogni particolare, dalla posizione di apertura dei corpi, alla scelta dei diversi marmi per innestare le decorazioni, è una ventata di lucidità. Particolarmente difficile, per i maestri carraresi, deve essere risultato scolpire il passaggio di questi due corpi che si compenetrano. Difficile soprattutto per la minuziosità della resa fisionomica e per la stabilità esatta delle proporzioni. Un percorso questo che, per chi non sapesse leggere la pazienza artigiana della scultura, risulterebbe carnascialesco e, a tratti, quasi stucchevole.

ginevra bria
mostra visitata il 20 aprile 2007


fino al 27 luglio 2007 – Luigi Ontani
Claudia Gian Ferrari, Studio di Consulenza per il ‘900 italiano e Arte Contemporanea
Via Filippo Corridoni 41 – 20122 Milano – Zona Piazza Cinque Giornate
Orari d’apertura: lunedì- venerdì: 10.00-14.00/15.30-19.00, sabato solo su appuntamento – ingresso libero. Per info: tel. 02.86451499, fax 02.860600 gferrari900@tin.itwww.claudiagianferrari.it


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