Categorie: milano

fino al 28.I.2007 | Antoni Tàpies | Milano, Galleria Tega

di - 24 Gennaio 2007

Aderire ad una scuola o ad un movimento spesso può essere una briglia che va stretta, un limite che ingabbia la creatività dell’artista e che sovente viene abbandonato col tempo. Non è tuttavia il caso di Antoni Tàpies (Barcellona, 1923), artista catalano, esponente dell’Informale spagnolo, che per quanto attento ad una certa condivisione di intenti e sentimenti, trasforma sempre la sua adesione in termini assolutamente personali.
I suoi primi studi interessano soprattutto Dubuffet e Fautrier, presto dimenticati per passare alla Pop Art e all’arte concettuale, sempre vissuti con spirito libero e indipendente. I colori della terra dominano le sue tele di grandi dimensioni (marroni, ocra, rossi bruciati), fino ad arrivare ad un triste e opaco nero totale, come se il sole infuocato della calda Spagna avesse incendiato ogni cosa. In altre opere il bianco incontaminato è distrutto da piccole incisioni, che tagliano in modo convulso la superficie. La terza dimensione spesso è raggiunta in un gonfio rigurgito della tela, come in Marrò, del 1958.
Per Tàpies il gesto precede sempre la riflessione, l’irrazionale domina sulla ragione, in accordo con le teorie della psicanalisi e in particolare col movimento surrealista, a cui l’artista si è profondamente interessato. In questo risiede soprattutto la sua originalità: è l’inconscio che deve far affiorare dall’opera la natura vera dell’artista e dell’umanità tutta. Il pittore vuole dipingere il quotidiano e la vita contemporanea, che dopo la Seconda Guerra mondiale, si fa tragica e dolorosa.

Lo stesso Tàpies ha dichiarato: “Attraverso le mie opere cerco di affrontare i problemi della coscienza: incito lo spettatore ad intervenire sulla coscienza per condurlo ad una visione più profonda del quotidiano”.
Come in tutti gli artisti dell’Informale, la forma viene abbandonata perché insufficiente a spiegare un mondo incomprensibile e desolante. L’artista grida il proprio dolore con coraggio e umiltà, così tanto sottolinea Luciano Caprile, curatore del catalogo di questa mostra milanese.

vera agosti
mostra visitata il 16 dicembre 2006


Antoni Tàpies
Galleria Tega, Via Senato, 24- 20121 Milano – Info 02/276006473
info@galleriatega.itwww.galleriatega.it
da lunedì a sabato 10-13 e 15-19 (possono variare, verificare sempre via telefono) – ingresso libero – catalogo con testo di Luciano Caprile ed introduzione di Giulio Tega


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30