Un talento naturale nato dalla passione per l’arte visiva. William Klein, artista eclettico, ha sempre avuto il coraggio di sperimentare forme nuove, dal cinema alla pittura fino alla fotografia, creando un linguaggio unico e coinvolgente capace di attirare anche chi di arte ne capisce poco.
Originario di New York, nel 1948 si trasferisce nella capitale francese per entrare alla Sorbona dove incontrerà Fernand Leger, pittore e suo professore all’epoca. Forse bisogna attribuire all’incontro con l’artista cubista la scelta di Klein di essere un’artista di strada. Leger, infatti, notoriamente incoraggiava i suoi studenti a rifiutare gli atelier e le gallerie per immergersi, confondersi e perdersi tra la folla delle strade. La mostra,
Non sono né la Tour Eiffel né gli Champs Elysees ad attirare l’attenzione dell’artista. Le sue fotografie rifuggono la banalità della capitale francese, sono attratte dagli sguardi, i racconti, le storie di chi Parigi la vive. Dalla famiglia alle coppie di amanti, dai movimenti rivoluzionari agli uomini politici, fino ai backstages della moda, l’autore cerca con il suo obbiettivo di fermare il tempo e condurre lo spettatore all’interno dei frammenti di vita che meglio rappresentano il carattere e lo spirito di questa città.
Nelle cento immagini, raccolte in cinquant’anni di lavoro e ricerca, l’artista scova nelle piazze, nei palazzi e nelle grandi boulevard sorrisi e lacrime, rabbia e amore, e mostra un paese dalle mille razze e dalle mille culture. Protagonisti sono capoeristi brasiliani intenti in una performance, consapevoli dello sguardo attento di uno spettatore un po’particolare, skaters che si tuffano tra le strade notturne di Parigi, regine della techno
Confusione, tenerezza, stupore sono sentimenti che queste foto suscitano nel visitatore. A volte può sembrare un po’ sfacciato, altre volte malinconico, ma non tralascia mai il tono umoristico e ironico che da sempre lo contraddistingue.
anna volpicelli
mostra vista il 20 settembre 2003
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