Proprio ai piedi delle torri del quartiere Garibaldi, ai confini della zona che sarà trasformata dal mega-progetto della Città della moda, Claudia Losi (Piacenza, 1971) occupa gli spazi della galleria De Cardenas con la propria arte sussurrata e artigianale.
Il work-in progress è uno dei punti fermi del lavoro della Losi, sin dai tempi di Tavole vegetali, in cui la tela era costituita da un arazzo che l’artista ricamava di licheni destinati a crescere di mostra in mostra. Oppure nel Balena project, nell’ambito del quale la sagoma di stoffa a grandezza naturale di una balena girava per le gallerie e gli spazi pubblici di tutto il mondo. Anche in questa mostra è presente un oggetto d’arte in progress, piccolo ma con un’aura molto potente. Aria mobile è un gomitolo composto dalla stratificazione del filame raccolto dall’artista nei luoghi più disparati, fino a comporre un mappamondo che cresce man mano di dimensione. Questa sfera è simbolicamente impregnata degli odori e degli umori che esalavano dai luoghi in cui la Losi ha reperito il tessuto, ad esempio “l’odore di umidità e urina della merce di un robivecchi” o “il profumo della nebbia di Bologna”.
Rientra nell’ambito del Balena–project anche l’installazione che occupa il pavimento della galleria: l’artista ha commissionato ad alcune abitanti dell’Ecuador la realizzazione a maglia di quattrocento piccole balene. Le “collaboratrici” dell’artista non hanno mai visto una balena, e così il risultato del loro fare artistico per interposta persona risulta spiazzante. Anche in Shigras le opere sono state commissionate, seguendo la lezione del grande Alighiero Boetti, a donne ecuadoriane, che hanno cucito borse andine tradizionali riportando sulla superficie alcune frasi inviate loro dall’artista. Ecco che il vissuto intimo si intreccia con la volontà di scambio con l’altro; il gesto privato del cucire si fa “politico” tramite la sottolineatura etnografica del terzo mondo.
Infine, l’opera più innovativa rispetto all’abituale universo poetico dell’artista: Celacanti. Al posto dei quadri, alle pareti ci sono eterei cuscini sui quali sono cucite figure umane ritratte in situazioni intime e di sospensione: tra di esse nuotano alcuni esemplari di Celacanto, rarissima specie ittica che ha conservato il suo aspetto preistorico. Collocandosi al centro della stanza lo sguardo dello spettatore cade in una parziale indistinzione, e le figure sulle pareti fluttuano. Sembra di spiare la vita intima delle persone raffigurate attraverso le loro finestre, o meglio, vista la presenza sgusciante del Celacanto, attraverso le deformanti pareti di un acquario.
Ancora una volta, i lavori di Claudia Losi costituiscono una serie di finestre intercomunicanti, da un lato affacciate sul coté intimo e sul qui e ora, dall’altro sullo scambio col mondo esterno e con il concetto di altrove.
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Mi sa che con le cuciture e i ricamini sei arrivata quasi fuori tempo massimo. Gli altri tuoi amichetti che l'hanno fatto nei tempi passati ormai pensano tutti ad altro.
Ti conviene chiedere loro quale sarà la prossima str.... su cui puntare, in modo da non restare così indietro.
...ho dei calzini bucati... te li posso portare? Magari riesci a venderli come parte del tuo interessantissimo progetto!