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fino al 29.IX.2010 | Marco Nereo Rotelli | Milano, sedi varie

di - 17 Settembre 2010

La parola torna a far parlar di sé, non come significante
questa volta, ma come forma significato. L’intricato percorso di Marco Nereo
Rotelli
(Venezia,
1955; vive a Milano) si pone a metà fra tante strade. Tra la performance e l’happening.
Tra lingue diverse. Fra artisti e poeti, segni e ricordi. È un complesso gioco
che si instaura sottile, riecheggia incontri e sensazioni, per fuoriuscirne
chiaro e sintetico, ridotto all’essenziale, dove la forma gioca un ruolo
fondamentale accanto al colore, simbolo anch’esso della forma in divenire.

Il progetto dislocato in diverse sedi della città –
Palazzo Reale, la Rotonda della Besana e corso Buenos Aires, a cui fa da contorno
il manifesto poetico affisso tra gli spazi pubblicitari della città stessa –
evidenzia l’urgenza di comunicare da una parte e, dall’altra, la voglia di
rendere grazie a una metropoli che ha evidentemente lasciato un solco nel cuore
dell’artista.

Come ben riecheggia tra le mura di Palazzo Reale, la
particolarità di questo autore risiede nello scambio continuo. Pare che la sua
inesauribile ricerca prenda le mosse da un inguaribile amore per le forme
espressive, la poesia in particolare, e una sorta di rispetto e omaggio per
quelle figure che tramite questo mezzo sono riuscite a trasmettere qualcosa di
profondo.


Nell’opera Porte d’oro Rotelli regala un breve viaggio
innestato in un labirintico percorso, di cui le porte dorate rappresentano i
punti di snodo, su cui affiorano simboli geometrici e fluidi pensieri in
molteplici lingue. Ogni porta è un invito alla riflessione, un momento in cui
fermarsi ed esplorare. Luoghi-concetto che imprigionano metafore visive. “Cosa
cerchi?
”, chiede
Rotelli allo spettatore dinnanzi a una porta, “c’est la maison de tout le
monde
”, afferma
su un’altra.

I poemi dell’autore si cristallizzano su diverse
superfici, che di per sé esprimono la concezione di una poesia come
composizione, la possibilità che i vari pianeti del linguaggio si muovano
liberi nella stessa costellazione. Linguaggi su lavagne, in Black Poem, linguaggi che si riflettono su
specchi parabolici, in Milano Addio.

La mostra è completata da 30 opere del poeta e collega Adonis (considerato il caposcuola dei
nuovi poeti arabi), il quale presenta delicati collage in cui disegno e parole
si fondono. Carta, sassi, lattine, materiali grezzi insomma, sono gli strumenti
attraverso i quali Adonis crea il suo disegno che viene poi sapientemente
incorniciato dalle splendide lettere arabe che formano, allo stesso tempo, la
cornice e il suo intrinseco significato.


L’esposizione offre allo spettatore un tuffo nella vita
dell’artista veneziano che pare non smetta di ringraziare le influenti
personalità con cui ha lavorato per lunghi o brevi periodi, da Sanguineti a
Piovano (cui è dedicata l’installazione in corso Buenos Aires), da Viviane
Lamarque a Giancarlo Pontiggia.

Il tutto si concluderà con la performance Orbita teatrale.
Parola in luce
in
cui, mentre Adonis reciterà i suoi versi dedicati alla città di Milano, la
facciata di Palazzo Reale si trasformerà in una pagina di parole e luci.

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mia arte? Poesia. A Milano omaggio show a Marco Nereo Rotelli

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mostra visitata il 9 settembre 2010


dal
19 luglio al 29 settembre 2010

Marco
Nereo Rotelli – Poetry. Parola d’artista

a
cura di Adonis

Sedi
varie – 20100 Milano

Info: tel. +39
025454750;
www.comune.milano.it/palazzoreale

[exibart]

Visualizza commenti

  • Il progetto è buono,
    daccordo la poesia,
    ma i lavori sono deboli,
    veramente poco "artistici"?

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