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fino al 29.VIII.2010 | Roberto Coda Zabetta | Milano, Palazzo Reale

di - 27 Agosto 2010
La prima grande tela di bianchi e
neri e sfumature di grigi, chiazze e gocce, colori che esplodono, pare evocare
un grande cervello ferito, colpito disordinatamente, inevitabilmente confuso:
la vasta nuvola colpevole di tanti lutti, dolori prolungati nel tempo,
patologie diffuse ancora e ancora, pare quasi coincidere con la mente umana,
colpevole di tanto potere e violenza, ma anche turbata/mutata, folle. Inutili
le parole ancora per dire di Hiroshima e Nagasaki: in 65 anni è cresciuta
l’informazione, la consapevolezza, la visione d’orrore nell’immaginario
collettivo.

Oltre il reale, Roberto Coda
Zabetta
(Biella,
1975; vive a Milano) evoca visioni d’assenza: è scomparsa l’umanità dalle tele
esposte, quasi tutte di vasta grandezza. Non vi sono più colori sulla terra, il
bene e il male sono un unico groviglio in lotta confusa, il bianco e il nero scorrono,
scivolano, compongono spirali, paiono coprire ogni altra cosa, distruzione
reale e possibile ancora, il pensiero annichilito tra stupore e terrore,
meraviglia e sentimento della fine. Come davanti al sacro che si rivela –
evocato nel titolo Nuvole sacre – volontà oscura, misteriosa, inquietante.


E carico di simboli, espliciti e
ambigui a un tempo, è il video Navel and A-Bomb (1960), diretto da Eikoh Hosoe e interpretato dal ballerino e
performer Tatsumi Hijikata, tra i fondatori della danza butoh. È un dialogo aperto
su più fronti, con le stesse tele di Zabetta innanzitutto, che lo circondano,
per il richiamo esplicito alla bomba atomica e il confronto con il mistero
della creazione/distruzione. Qui, nelle immagini che scorrono, si lotta per una
mela sulla riva del mare, ricordo del peccato originale, e la nuvola
catastrofica nel cielo pare diventare macchia di petrolio nel mare, l’ombelico
dei bambini segno dell’innocenza da difendere contro gli uomini che osano
varcare i limiti della propria coscienza.

Oltre quella soglia v’è solo
sofferenza, annullamento, anche per i più piccoli, che nessun rito potrà mai
proteggere: perché c’è una sorta di ciclicità del male, ritornando sulle onde
quella mela della prima scena, inizio biblico di sfida, scontro, delitti e
pene.


Le tele non raccontano ma ricordano,
denunciano, incantano la bellezza dell’opera umana, l’azione creativa, quasi a
riscattare la volontà di dominio della scienza. Con intere città oggetto di
sperimentazione e nuvole cariche di fascino speciale.

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dal 28 luglio al 29 agosto 2010

Roberto Coda Zabetta – Nuvole
sacre

a cura di Claudio Composti

Palazzo Reale

Piazza Duomo, 12 – 20122 Milano

Orario: tutti i giorni ore 9.30-19.30;
lunedì ore 14.30-19.30; giovedì ore 9.30-22.30 (la biglietteria chiude un’ora
prima)

Ingresso libero

Cataloghi 24 ore Motta Cultura

Info: tel. +39 02875672; www.comune.milano.it/palazzoreale/

[exibart]

Visualizza commenti

  • Praticamente anacronistica. Gia' nuovi e lungimiranti progetti ci sono nel futuro di Coda Zabetta. Ne vedremo delle belle..

  • Anche a me Coda Zabetta come uomo non piace, altezzoso e saccente. Conosciuto ad una mia mostra 3 anni fa', sembrava uscito da un film di anni '60. Ma va resa giustizia sull'artista, sempre bravo e capace. Bellissima mostra quella di Palazzo Reale. Rita

  • Si puo' dire cio' che si vuole, sia Coda Zabetta sia sui Poggiali o sui Collezionisti. La realta' pero' indica altre cose. Guardiamo quello che c'e' davvero e non inventiamo inutili pettegolezzi. Coda Zabetta e' stato prelevato dai Poggiali sin dai primi passi, (e comunque il signor Coda aveva gia' avuto esperienze con la Fondazione Pistoletto e con La Galleria Paolo Majorana) e loro, giustamente o non, ci hanno sempre creduto. Portandolo ovunque e sostenendole sempre. Ora, il passo e' presto fatto. Chi rimane di quella folta artisti schierati con i vari giullari di corte di qualche anno fa'? Fatta premessa di questo..non mi sembra ne questa la sede ma sopratutto non ho voglia di esprimermi su giudizi vaghi. Voglio solo far presente cosa c'e' oggi e cosa comunque continua intensamente ad esserci. Coda Zabetta nel mentre e' a Palazzo Reale (prossimo anno vedremo anche una personale al Pan di Napoli) con il suoi amico Cattelan, Velasco, Pignatelli e il bel gruppetto del sapere=potere, gli altri rimangono semplicemente appesi al chiodo, dietro ad una triste e volgare scrivania. Petra.

  • Ho letto ora che il Pan di Napoli gli dedichera' a maggio una grande personale. Sono davvero molto felice e tifero' sempre per questo grande e intenso artista. Continua cosi'! Wilma

  • Parlate parlate...nel mentre il caro Coda Zabetta e' al Pan di Napoli e alla Fondazione Ratti di Como. Evidentemente la meritocrazia non aleggia da queste parti..

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