Categorie: milano

Fino al 3.III.2019 | Paul Klee, Alle origini dell’arte | MUDEC, Milano

di - 14 Gennaio 2019
Di Paul Klee, un pittore svizzero-tedesco, esposto attualmente a MUDEC milanese, sappiamo quasi tutto, tranne come pronunciare il suo cognome. Questa può essere la prima ragione per visitare personalmente la mostra “Alle origini dell’arte”, che pur titolata convenzionalmente, riesce a sottolineare perfettamente un senso della ricerca, non solo “primitivista”, di Klee. Il suo stile è stato influenzato dai movimenti artistici come Espressionismo, Cubismo e Surrealismo. Assieme al grandissimo teoretico e pittore russo Wassily Kandinsky ha insegnato alla scuola d’arte, design e architettura del Bauhaus. L’artista, nato 18 dicembre 1879 a Muralto in Svizzera, all’inizio era affascinato dai disegni su carta. Poi, appena scoprì il mondo del colore si concentrò sull’analisi e la descrizione della teoria del colore. L’osservazione attenta ci manda a una delle possibili ragioni della sua maestria, la prospettiva infantile che si annida in ogni immagine, può essere il nocciolo principale della sua genialità.
La mostra, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, espone circa centina di lavori di Klee, provenienti da tutta l’Europa, basandosi sulla consistente collaborazione con il Zentrum Paul Klee di Berna.
In Klee, il cosiddetto “primitivismo” include sia epoche preclassiche dell’arte occidentale (come l’Egitto faraonico), sia epoche sino ad allora considerate “barbariche” o di decadenza, come l’arte tardo-antica, quella paleocristiana e copta, l’Alto Medioevo; sia infine l’arte africana, oceanica e amerindiana. Non è tanto raro per gli artisti diffusamente celebri di avere uno spirito sperimentale, di assaggiare tutto, prima di scegliere uno stile proprio, che nasce a volte dalle ricerche dirette, visive, artistiche, a volte dai viaggi ed esperienze generali vissute dall’artista.
“Il concetto di «primitivismo» in Klee assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate a proposito delle avanguardie storiche” – leggiamo nella descrizione della mostra. L’amore per il “selvaggio” e il “primitivo” nasce in Klee durante il suo primo viaggio in Italia negli anni 1901-1902, insieme alla sua scoperta dell’arte paleocristiana a Roma – seguiamo la storia dell’artista quotata dai curatori.
In conseguenza, Paul Klee non abbondonerà mai quel satirico punto di vista, la propensione alla beffa e al pastiche che gli permette di infrangere il gusto monumentale e anticheggiante. L’altra faccia dei suoi interessi artistici, diventò il rinnovamento dell’arte sacra, cresciuto particolarmente in Klee a partire dagli anni in cui collabora alle iniziative del Blaue Reiter con Kandinskij e Franz Marc. “Klee è convinto che alle origini dell’arte ci sia una religione, un «popolo» o una comunità storica e linguistica provvista di simboli comuni e riti condivisi” – leggiamo ancora nell’introduzione della mostra.
Improvvisamente però cambiò direzione. “Durante gli ultimi anni della Grande Guerra, Klee vive una sorta di «conversione», che gli porta a privilegiare temi «cosmici» e a distaccarsi dalle attitudini parodistiche mostrate in precedenza”. In questa fase tutto ciò che crea punta ad avere delle provenienze filosofiche e sacre, le sue opere mirano a essere divine, archetipiche, la crème de la crème del pensiero universale, un tocco di Dio.
Fortunatamente, le decisioni prese durante la pianificazione della mostra, di dividere lo spazio riguardo a tematiche, cronologie e ricerche rendono semplice seguire il processo artistico. Per un attimo di relax in mostra si trova anche il teatrino di marionette, che Klee aveva costruito per il figlio Felix, in cui esprime il suo hommage personale all’espressività primordiale dei bambini. 
Klee viene presentato con tutta la diversità che porta con se la sua storia: le opere astratte e policrome, i lavori caricaturali, i repertori iconografici, i documenti testuali. Tutto ciò, anche se in quantità notevole, è strutturato in modo da facilitare la comprensione della lezione dell’artista.
Dobroslawa Nowak
Mostra visitata il 10 dicembre 2018

Dal 31 ottobre 2018 al 3 marzo 2019
Paul Klee, Alle origini dell’arte
MUDEC, Museo delle Culture
via Tortona 56, MIlano
Orari: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30
Info: www.mudec.it

Articoli recenti

  • Mostre

Anselmo Bucci e il Novecento: oltre ogni definizione. Al Mart di Rovereto

Fino al 27 settembre, con oltre 150 opere, la mostra racconta un artista eccentrico e incredibilmente colto, capace di attraversare…

9 Aprile 2026 0:02
  • Bandi e concorsi

Italia Pazza, la open call che invita gli artisti a ripensare la borsa

Fondazione Italia Patria della Bellezza lancia la seconda edizione di ITALIA PAZZA, la open call che mette in palio residenze…

8 Aprile 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Non è un concerto. Non è una mostra. Sono le frequenze estreme di Marco Fusinato al PAC di Milano

Dopo i duecento giorni di “noise” alla Biennale di Venezia 2022, l'artista australiano torna in Italia con la sua prima…

8 Aprile 2026 15:00
  • Personaggi

Addio a Christine Ruiz-Picasso: scompare la “madre” del Museo Picasso Málaga

Si è spenta a 97 anni in Provenza la nuora del genio andaluso. Senza la sua tenacia e la sua…

8 Aprile 2026 14:53
  • Mostre

Un rave d’arte a Trastevere: l’installazione di Mattia Pajè da Supernova

Per la sua mostra negli spazi di Supernova a Roma, Mattia Pajè lavora sulla cultura del rave come spazio potenziale,…

8 Aprile 2026 13:46
  • Mercato

Art Cologne debutta a Palma, con una fiera vista mare

«Non c’è un’altra isola nel Mediterraneo con una scena artistica così consolidata». Lo racconta a exibart il direttore Daniel Hug,…

8 Aprile 2026 13:13