L’ex-chiesa del convento di Santa Caterina a Como, ora Borgovico 33, ha inaugurato il programma espositivo del 2005 con due mostre personali dedicate a due giovani artisti: Laura Santamaria e Davide Cascio (Lugano, 1976) con un’installazione accompagnata da diciassette collages.
Polyhedra (stanza per leggere l’Ulisse di Joyce) è stata in precedenza esposta alla fiera internazionale d’arte di Basilea, al padiglione del Concorso Federale per l’Arte presso Art Basel.
L’interesse per le figure geometriche nell’artista, ha inizio dai suoi viaggi in Grecia,Tunisia ed Egitto dove osserva le Piramidi; approfondisce poi la struttura
E’ da qui che nasce Polyhedra: un “ambiente prismatico”, costituito da 26 basi o facce, 48 lati e 96 angoli che si articolano nello spazio.
Il testo di Joyce, cui l’opera si riferisce, è privo di una struttura lineare, pare espandersi, partendo da un punto d’origine: ecco il motivo per cui Polyhedra ha una struttura prismatica aperta agli spigoli ove sono inserite luci al neon bianche ed ai vertici rose di stoffa. Proprio la rosa, per la sua forma molteplice e al tempo stesso unitaria, è oggetto d’interesse dell’artista che ne ha riproposto la forma in collage su carta (Warda – la rosa ).
L’intento dell’artista svizzero è, allora, creare un ambiente simile ad uno spazio immaginario, quello nel quale è necessario immergersi per leggere l’opera di Joyce. Così entrare in Polyhedra è circondarsi di un’architettura effimera (costruita in cartone) e da lì lasciare che sia la mente a viaggiare.
elisabetta abbiati
mostra visitata il 12 marzo 2005
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