È vero, definirli street-artist è riduttivo. Anche se spesso le loro opere sono state ospitate in grandi mostre e gallerie che come tema e area di ricerca avevano proprio la strada, i graffiti, e tutto quel mondo laterale e insieme sinergico all’arte contemporanea. Gli Os Gemeos Li abbiamo visti accanto a nomi altrettanto noti e acclamati da un pubblico trasversale che comprende graffitari, skater, grafici, pubblicitari, illustratori, oltre a collezionisti e appassionati di ogni specie. Ma fino ad oggi non li avevamo mai visti in una galleria italiana. Li ha invitati ad esporre la giovane gallerista Patricia Armocida, che ha scelto proprio loro per inaugurare il suo spazio espositivo, che si propone come punto di riferimento per tutta quella scena artistica e visiva underground che annovera creativi di ogni forma e soprattutto, un pubblico giovane.
Otavio e Gustavo Pandolfo (San Paolo del Brasile, 1974) sono due gemelli omozigoti, da cui il nome portoghese Os Gemeos. Le loro immagini e i loro personaggi sono immediatamente riconoscibili e questo perché hanno saputo negli anni costruire un immaginario assolutamente personale e a tratti autobiografico. Entrando negli spazi della galleria si avverte subito lo scarto tra l’idea di strada che ci si lascia alle spalle, quella della Milano borghese, a quella proposta dei due artisti, lo spirito delle vie di San Paolo e delle favelas, seppur trasfigurata ed edulcorata. Impossibile comunque non essere travolti dall’impatto cromatico e dall’atmosfera calda e originale che i gemelli sanno sempre conferire ai loro ambienti e ai loro personaggi dai volti sempre gialli, come fossero parenti lontani dei Simpson.
Anche in questa occasione la galleria si è trasformata in un luogo altro, sospeso tra un mondo onirico e uno spazio molto concreto, quotidiano, costellato da oggetti e residui della vita di tutti i giorni, rielaborati e tradotti in piccole opere. A volte dettagli piccolissimi che vale davvero la pena cercare e scovare con pazienza.
Lungo i muri, coloratissimi e costellati da piccoli e grandi interventi, ecco poi delle opere su tela, che sembrano come voler celebrare senza ostentazione i protagonisti di un mondo povero e semplice, ritratti famigliari accanto alle gesta di amici che vivono e creano opere nelle metropolitane e per le strade di tutto il mondo.
C’è qualcosa di malinconico e assolutamente poetico nei volti e nei gesti che i due artisti raccontano con le loro immagini, la tecnica stessa divisa tra campiture piane, quasi grezze e l’incredibile attenzione per il dettaglio, a volte microscopico e precisissimo, racconta di una straordinaria cura e affezione per quel mondo che sembra racchiuso in un canto popolare, in un pezzo di fado.
Ed è proprio questo carattere musicale che accompagna quello che forse è l’intervento più interessante di tutta la mostra, Assum Preto l’installazione costituita da una piccola stanza che al suo interno ospita un mondo ricco di oggetti impregnati di memoria e di vita, che girano attorno ad un giradischi e ad uno struggente canto d’amore.
riccardo conti
mostra visitata il 7 settembre 2007
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concordo, bellissima mostra e ottima recensione!
la più bella mostra che ha aperto in questa stagione milanese, seria e divertente, di qualità e non ti quantità.
complimenti alla giovane gallerista!
Carlo
mmmh mi sa proprio che ci farò un salto!!
Loro sono bravi, ma
quello presentato e' stato visto e stravisto.
ovunque tranne che in italia dove dato il basso livello si possono permettere di presentare installazioni e trovate ormai trite.
Per la neonata galleria vedremo le prossime mostre se saranno ancora di respiro internazionale o se si grattera' il fondo del barile invitando i soliti amici.