Quattordici lavori in tutto, nove tele e cinque disegni, sono più che sufficienti a restituire al pubblico la cultura, le genti, le tradizioni di una terra africana difficile e complessa come il Mali, contraddittoria ma affascinante allo stesso tempo: è quello che accade presso lo spazio milanese della galleria Paolo Curti & Co., dove viene presentata al pubblico Raccolta di polvere, una personale di Miquel Barcelò, artista spagnolo nato a Maiorca nel 1957.
Le tele, rovinate, o rigenerate, dalla stessa sabbia del deserto durante una tempesta, raccontano scene di vita quotidiana, immortalando realtà che afferiscono alla cultura del Mali. I feticci su tela, figurette allo stesso tempo sottili, ma presenti e vive nella loro matericità, richiamano le popolazioni e le tradizioni del Mali, dove l’artista spagnolo ha uno studio (l’altro è a Parigi).
La progressione tematica dell’artista procede nei suoi lavori di pari passo con quella formale: Barcelò modella resine, sabbia, acqua, realizzando impasti che scaglia sulla tela usando solo la mano sinistra, che secondo la tradizione di alcune zone africane, come il Mali, è quella preposta ai riti magici, capace cioè di richiamare le forze della terra.
Sabbia del deserto, ossa di animali, residui organici, fiammiferi, monete danno spessore alla tela, la fanno interagire per forza con l’ambiente circostante, e costringono a riflettere, a focalizzare l’attenzione: Tabouret avec Crane et deux Pieces (1999-2000), solo, al centro di una parete, raffigura un teschio appoggiato su uno sgabello ciondolante, puntellato con due monete.
Accanto alle tele dove sono ritratti feticci e scheletri di animali, come incisioni rupestri primitive, una sola fra esse si differenzia, Porc-Epic (2000), dove è rappresentato un porcospino con il dorso irto di aculei, un’altra realtà di una terra come il Mali, dove l’animale viene normalmente mangiato.
Nei cinque disegni, più colorati e vividi, raccolti tutti su una parete, mostra nella mostra, trovano invece spazio figurette di donne intente nei lavori di tutti i giorni: l’altra metà della famiglia africana.
In conclusione, se recentemente, in occasione della personale di Tim Knowles (Out of the blue) alla galleria 1000Eventi, si era tornati a discutere sulla possibilità di coinvolgere ed irregimentare la natura (il vento, il caldo, lo stesso scorrere delle giornate), per farla partecipare alla realizzazione dell’opera d’arte, la storia di questa mostra, delle opere di Barcelò ridisegnate imprevedibilmente dalla sabbia, ci fa invece riflettere sulla reale possibilità che questo avvenga. Sull’inarrivabilità e inconoscibilità di fondo dei moti della natura.
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Quando il caso partecipa alla costruzione dell’opera d’arte: Tim Knowles
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Il sito Internet della Galleria Paolo Curti & Co.
Riccardo Belotti
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