Stephan Jung (Stoccarda, 1964) divide la sua attività artistica in due periodi. Il primo arriva fino al 1992 e vede la realizzazione di opere al neon. Il secondo parte nel 1993 ed è incentrato sulla pittura. Entrambi seguono una stessa ricerca basata sulla luminosità, sulla grafica e sull’appariscenza del linguaggio pubblicitario.
La mostra alla Galica Artecontemporanea riunisce opere pittoriche realizzate negli ultimi due anni in cui i tre punti cardine della sua ricerca si ritrovano in ogni tela, aggiungendo un quarto elemento comune all’ ultima produzione: la struttura rigorosamente quadrangolare degli elementi che compongono le sue figure. Si tratta di oggetti di uso quotidiano, prevalentemente tratti dalle pubblicità, ingranditi e scomposti in modo da risultare irriconoscibili. Questa trasformazione avviene, prima che sulla tela, in una rielaborazione di foto al computer. Gli elementi dell’immagine vengono messi in rilievo come oggetti di propria autonomia c
carolina lio
mostra visitata il 26 marzo 2004
Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…
La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimità in…
A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…
360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…
Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…
A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…