Categorie: milano

fino al 30.IV.2006 | Gülsün Karamustafa – Black and White visions | Milano, Prometeo Gallery

di - 31 Marzo 2006

Parallele corrono due storie differenti eppure contigue. Da un lato piazza Taksim, simbolo politico nazionale, dall’altro un interno domestico, una famiglia. Gli avvenimenti accadono a distanza di anni, si susseguono continuamente e sempre irrompono in questa casa, così come in tutte le case di Istanbul. Attraverso il racconto dei nonni, attraverso le fotografie conservate con cura, attraverso il rumore degli spari e la violenza dei colpi di stato. Immagini tratte dagli archivi storici raccontano un passato recente e spesso crudele, un passato che è allo stesso tempo il vissuto personale dell’artista, privata per sedici anni del passaporto e della possibilità di andarsene dal proprio paese. Nelle sue opere, allora, Gülsün Karamustafa, decide di raccontare proprio quella storia sociale e politica a cui è stata necessariamente vincolata. La storia di un Paese in bilico tra Oriente e Occidente, dove il monumento di Canova osserva impassibile l’esecuzione del primo ministro e dove il vecchio viene distrutto per lasciar posto al nuovo (così come l’antico quartiere di Tarlabasi demolito per permettere la costruzione di un ampio boulevard) a dispetto delle Bloody Sunday che sembrano non aver mai fine. E torna qui come in molti altri suoi lavori il tema del tempo, che sempre si ritorce su se stesso, in direzioni mai rettilinee che convergono, si insinuano e sempre si ripetono.
Gli eventi si susseguono gli uni simili agli altri mentre il tempo interiore, individuale risponde secondo la propria storia personale. Un bambino e una donna, idealisticamente madre e figlio, in una stanza d’albergo sono il simbolo del fenomeno migratorio vissuto da molte famiglie di rumeni. Vengono lasciati da soli per alcune ore in una stanza asettica. Isolati. Vengono fotografati. Il tempo scandisce la loro relazione, i loro gesti. I due prendono coscienza del luogo e del tempo e forse della loro stessa condizione di immigrati.

Lo stesso fanno quei bambini rumeni in cima alla scala di Kamondo, quella diventata celebre grazie ad una nota fotografia di Henri Cartier-Bresson. Sorridono, suonano e poco altro. Costretti ad un permesso di soggiorno di tre mesi saranno presto obbligati a tornare in patria e ad essere sostituiti da altri bambini, uguali a loro. La musica continua a ripetersi, a scandire il tempo…

francesca mila nemni
mostra visitata il 23 marzo 2006


fino al 30.IV.2006 – Gülsün Karamustafa – Black and White visions
a cura di Teresa Macrì
Prometeo Gallery, Via G. Ventura – Milano – 02 26924450
info@prometeogallery.comwww.prometeogallery.com
da martedì a venerdì 11.30 / 19.30 , sabato e lunedì su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Man Ray, il suo dizionario impossibile a Milano

Fino al 24 luglio 2026, alla galleria Gió Marconi la retrospettiva milanese interpreta le opere del grande Man Ray come…

6 Giugno 2026 18:00
  • Fotografia

Una targa blu per Julia Margaret Cameron: 5 cose da sapere sulla pioniera della fotografia

In occasione del recente omaggio nella capitale britannica, ripercorriamo la carriera e l'incredibile modernità di Julia Margaret Cameron attraverso cinque…

6 Giugno 2026 17:18
  • Mostre

Le mostre da non perdere a giugno in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

6 Giugno 2026 17:00
  • Mercato

Christie’s mette all’asta i gioielli di Claudia Cardinale

Il ritratto privato di un’icona del Novecento: un nucleo di gioielli racconta la diva del cinema, da Bulgari a Buccellati,…

6 Giugno 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Io credo nell’errore, nella malattia, nel male: una conversazione con Reverie

Con il libro Poesia Malata, Reverie costruisce un diario feroce della contemporaneità, tra salute mentale, ossessioni affettive, dipendenza e ricerca…

6 Giugno 2026 15:00
  • Arte contemporanea

Casa Gràcia, a Minorca il nuovo rifugio creativo ideato da Rashid Johnson

Fondata da Rashid Johnson e Sheree Hovsepian, con la collaborazione di Hauser & Wirth, Casa Gràcia offrirà a Minorca residenze…

6 Giugno 2026 12:30