Da quasi due mesi Pittura Italiana ha cambiato sede. La nuova galleria si trova a soli pochi passi dalla precedente, sempre nell’area privilegiata tra via della Moscova e Brera, ma è sicuramente notevole il cambiamento in meglio per quello che riguarda lo spazio espositivo. Questo è strutturato in due ampie sale, con la caratteristica di avere sotto ogni opera dei veri e propri inginocchiatoi per visitatori. Naturalmente le novità della galleria non si esauriscono nelle scelte di metratura e arredamento. Infatti, con la mostra attualmente in corso il gallerista Federico Rui fa uno strappo alla regola (quella di occuparsi esclusivamente di artisti italiani) e dedica una personale al pittore Fujio Nishida. L’artista è nato nel 1950 a Kobe, in Giappone, ma vive in Italia da venticinque anni e ormai si considera italiano d’adozione. Ciò nonostante nel nostro Paese è ancora un artista poco più che sconosciuto e le sue mostre più rilevanti si sono tutte tenute in gallerie giapponesi come la Fujii Modern Gallery di Tokio e la galleria Yodo di Osaka che seguono entrambe il suo lavoro da molti anni. Il motivo della ristretta attività dell’artista in Italia è probabilmente connesso al genere che utilizza, la natura morta, ridotto al margine nell’ambito dell’arte contemporanea. La sua ricerca è iniziata ibridando le classiche rappresentazioni di frutta con oggetti quotidiani, moderni e inusuali, e in seguito con composizioni sovrapposte di carta e pezzi di tela.
Per un periodo si è anche occupato di dipingere paesaggi tratti dalla tradizione orientale insieme ad elementi propri del Rinascimento italiano. Infine, nella sua ultima produzione, esposta in questa occasione, si è concentrato soprattutto sull’utilizzo dei gomitoli di lana come soggetti. Si tratta sempre di dipinti ad olio, in formato 50×60 cm, con uno sfondo in tonalità bluastra più o meno scura. I gomitoli sono chiusi e uniti in piccole scatole oppure sono lasciati sul pavimento liberi di sciogliersi. Vengono utilizzati da Nishida come metafora di un filo conduttore tra la natura e l’uomo, tra la meditazione e la fisicità. Rappresentano una natura dominata e messa in ordine, che ha perso ogni inquietudine.
carolina lio
mostra visitata il 27 maggio 2005
Dopo il restauro, torna visitabile alla Banqueting House di Londra il soffitto monumentale di Rubens, uno dei cicli pittorici più…
Il pittore surrealista la realizzò nel 1939, come allestimento scenico per un balletto. A fine mese sfiderà il mercato con…
Il Teatro delle Briciole di Solares Fondazione delle Arti, a Parma, ospita la Trilogia dei poveri cristi, progetto di Ascanio…
Il padiglione che vede al centro il lavoro dell'artista Chiara Camoni sarà uno spazio collettivo, dedicato a coralità, meraviglia e…
Il Ministero della Cultura acquisisce per 30 milioni il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini attribuito da Roberto Longhi a Caravaggio:…
Dopo i lavori di riqualificazione degli spazi e il riallestimento delle 22 sale, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi si…