Trascorrono anche decenni da quando Christo e Jeanne-Claude (Christo Javachev, Gabrovo, Bulgaria, 1935; Jeanne-Claude de Guillebon, Casablanca, 1935) elaborano un progetto sino a giungere alla realizzazione. Per esempio, la gestazione del package del Reichstag durò 24 anni. D’altronde, spesso i loro celebri impacchettamenti hanno subìto l’ostracismo degli amministratori. Il loro modus operandi ha ancora molto da insegnare ai fautori e ai sostenitori della “public art”. Perché le opere nascono dal confronto reale con i fruitori. Perché sono effimere e non commerciabili. Perché sono il frutto di un complesso sistema di autofinanziamento. Che in gran parte deriva dalla vendita dei bozzetti e di tutta la fase che Christo definì “software”. Materiale visibile in questa mostra, corredata da una monografia importante con schede informative esaurienti ed essenziali.
La fase preparatoria dei wrapping dà vita a materiali di rara bellezza. Per esempio le prospettive che figurano spazi ideali in cui lavorare, che dopo anni di sopralluoghi acquistano una fisionomia reale. I bozzetti per gli impacchettamenti risalgono a Cloisters Wrapped (1970) per il Fort Trayn Park di Manhattan e ancor prima alla spettacolare Wrapped Coast (1968-69) a Sidney. Quasi 2,5 km di costa ricoperta da tessuto fissato con oltre 50 km di corda. E dopo dieci settimane, il sito è ripristinato integralmente, evitando ogni impatto ambientale e riciclando il materiale impiegato. I collage esposti in galleria a proposito dell’intervento sono interessanti sotto diversi punti di vista. Oltre alla qualità estetica hanno un indubbio valore documentario. Uno di essi è costituito da uno schizzo della costa a matita e pastelli, sul quale Christo ha
Ma gli artisti non lavorano solo al “packaging”: ne è testimonianza l’opera che “segnalò” nel 1978 oltre 12 km di sentieri in un parco di Kansas City oppure il velo che nel 1972 si stese in un canyon del Colorado. O ancora le migliaia di ombrelloni gialli e blu aperti in Giappone e in California (1991). Infine, il progetto Over the River, pannelli in tessuto che saranno sospesi in maniera discontinua a sovrastare il fiume Arkansas (del progetto sono mostrati disegni e collage dotati di una prospettiva fortemente cinemato-grafica) e l’imminente The Gates Project for Central Park, che contrassegnerà ben 37 km di sentieri per una durata di sedici giorni nel febbraio del 2005.
articoli correlati
L’annuncio dell’apertura dello spazio
A Bologna da Arte e Arte
Intervista a Christo e Jeanne-Claude
link correlati
Il sito di Christo e Jeanne-Claude
marco enrico giacomelli
mostra visitata il 29 ottobre 2004
I materiali sono fondamentali, ma in realtà sono loro che trovano me
È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…
La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…
Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…
É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…
Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…