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fino al 31.I.2010 | Shunga | Milano, Palazzo Reale

di - 18 Dicembre 2009
Linee astratte, volti distaccati,
corpi intrecciati, varietà di colori: Shunga significa ‘pitture di primavera’,
stagione della rinascita, vita che riprende vigore. Dolcezza di fiori e
profumi, intensa sensualità, ricerca di piacere.
La mostra scandisce il tempo
storico (più di due secoli, ossia il periodo Edo, 1603-1867), ma sullo sguardo
occidentale pare prevalere – pur nelle differenze che via via s’imparano a
distinguere per forme e colori, la forza dei segni, la descrizione dei tessuti
– la fedeltà alla tradizione per quelle immagini erotiche, atti sessuali in
diverse posizioni, memoria e stimolo, desiderio rinnovato e motivo
d’eccitazione.
Dodici i dipinti di Tsukioka
Settei
, che
corrispondono ai mesi dell’anno, il coito raffigurato in differenti modalità,
organi genitali in dimensioni maggiori, e di lì l’irradiazione del piacere,
spruzzi di polvere d’argento a simulare forse il prezioso seme maschile,
brillantezza e gioia. Illustrazioni di libri, stampe, dipinti.
Interessante notare come nelle
stesse raffigurazioni ci siano a volte, di fianco alle persone che stanno
unendosi nell’atto sessuale, dei fogli, rotoli dipinti con immagini erotiche.
Cultura del piacere: così anche per la letteratura, il teatro, alla ricerca di
momenti di appagamento a più livelli, concretamente fisico ed estetico, spesso
senza distinzione. A volte si colgono narrazioni “fumettistiche”, passaggi di
situazioni, dal “prologo” all’unione fisica dei due amanti.
Muta anche il modello femminile, a
volte più minuto, aggraziato, ma sempre in una libera disponibilità di gesti,
esperienze ed esperimenti. E da un raro yokobon (libro in formato orizzontale),
autore Torii Kiyohiro, sono tratte le immagini che raffigurano rapporti omosessuali. Mentre
nella stampa di Isoda Koryusai, La famiglia, si vede una donna che allatta il suo bambino durante
l’unione sessuale. È la varietà della vita. Sino a una coppia completamente
nuda – situazione rara: vestiti, stoffe sempre intorno ai corpi – sfoglia
intanto un libro Shunga.
In alcuni casi si coglie un forte
dinamismo dei corpi. Elementi simbolici per l’estasi femminile. Particolari
ritmi e proporzioni per braccia e gambe, in alcuni casi è dominante un
particolare ideale di bellezza. Notevole l’abilità disegnativa di Yushido
Shuncho
,
affascinanti anche gli equilibri cromatici. Raffinato, incantevole per linee e
tessuti, è Katagawa Utamaro, con un erotismo di particolare precisione, intensità ed
eleganza.
Comprensibile come queste opere
abbiano conquistato l’Occidente, anche a livello artistico, specie dalla
seconda metà dell’Ottocento, nell’ansia del confronto con altre culture, oltre
la propria pretesa supremazia.
In mostra ci sono Shunga anche
degli inizi del Novecento, rossi allegorici in Ikeda Terukata, tratti preziosi, sinuosità,
delicatezze e abbandoni, coraggio compositivo con Hashiguchi Goyo.


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dal 20 ottobre 2009 al 31 gennaio
2010

Shunga – Arte ed Eros nel
Giappone del periodo Edo

a cura di
Francesco Paolo Campione

Palazzo Reale

Piazza Duomo,
12 – 20122 Milano

Orario: tutti
i giorni ore 9.30-19.30; lunedì ore 14.30-19.30; giovedì ore 9.30-22.30 (la
biglietteria chiude un’ora prima)

Ingresso:
intero € 8; ridotto € 6

Catalogo
Mazzotta

Info: tel. +39
0254918; www.mostrashunga.it

[exibart]


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