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Fino al 31.III.2002 | Gio Ponti-Maestro del Déco | Milano, Fondazione Biblioteca di via Senato

di - 2 Gennaio 2002

La figura di Gio (Giovanni) Ponti incarna compiutamente l’ideale del vero architetto, inteso come l’ultimo degli umanisti, erede della concezione rinascimentale dell’arte; uomo dai mille interessi, grande sperimentatore e profondo intellettuale, Ponti divenne uno dei soggetti catalizzatori di tutta la scena culturale degli anni ’20 e ‘30 a Milano. Dunque l’omaggio che gli dedica la Biblioteca di Via Senato è il giusto riconoscimento per l’attività figurativa di un grande artista. Nelle raffinate sale della Biblioteca – ormai una delle sedi espositive più importanti della città – sono presenti pezzi davvero straordinari della sua produzione di maioliche e mobili (oltre che di bellissimi disegni); autentici capolavori che pongono l’architetto milanese ai vertici di quel variegato e complesso mondo poetico che fu l’Art Déco. Nato come l’ultimo vero erede del Liberty (e dunque dell’Art Nouveau), il Déco rifiutò il puro decorativismo astratto, tipico proprio del Liberty maturo, optando per un’adesione al figurativo, senza d’altra parte rinunciare alla sinuosità elegante della linea.
Milano divenne immediatamente il centro di sviluppo del Déco che ebbe proprio in Gio Ponti uno dei suoi massimi esponenti.
La serie dei vasi in maiolica dedicate alle Donzelle che Ponti eseguì intorno al 1924 sono una spettacolare “fotografia” della moda e dei gusti femminili di quegli anni uniti ad un’eleganza formale davvero unica. Ma è con la raffinata serie della Conversazione Classica del 1925 che l’estro di Ponti si rivela davvero innovativo e maturo: il linearismo oramai sterile dell’ultima stagione Liberty viene definitivamente abbandonato per una poetica che richiama direttamente atmosfere classiche. Le figure appaiono solide, voluminose e la mano dell’architetto è palese, soprattutto nella composizione dell’insieme. Proprio dai numerosi disegni esposti è possibile intuire questa metamorfosi, questo progressivo passaggio da una concezione puramente lineare ad una decisamente più tattile, volumetrica.
Questo approdo ad un diverso linguaggio è testimoniato anche dalla famiglia di maioliche e porcellane denominata La Venatoria del 1928. La serie è, per la prima volta, pensata non come famiglia di pezzi unici bensì come oggetti di uso comune, quotidiano: è grandissimo artigianato che richiama, nella concezione globale dell’operazione, le Arts and Crafts inglesi della seconda metà dell’Ottocento.
Un altro aspetto della grande creatività di Gio Ponti risiede nella sua attività di disegnatore e creatore di mobili. In questo specifico campo l’essere architetto lo aiuta fortemente, facilitandolo nella difficile operazione di coniugare il bello con il funzionale.…io credo che ogni mobile, pur essendo sempre funzionale deve interessare la fantasia di chi lo disegna e di chi lo guarda.” Gli splendidi esemplari esposti costituiscono un perfetto esempio di come Ponti riuscì sempre ad unire insieme il bello con l’utile.

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Luca Scalco


Gio Ponti Maestro del Dèco
Dal 9 novembre 2001 al 31 marzo 2002
Fondazione Biblioteca di via Senato
Via Senato 14, Milano
Orari: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18; Chiuso il lunedì.
Biglietti: intero lire 12.000 ridotto lire 6.000
Monografia in vendita alla mostra lire 270.000
Guida della mostra lire 5.000
Per informazioni: tel. 02/76215317-324, fax 02/782387


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