Categorie: milano

fino al 31.III.2005 | Jonathan Lasker | Milano, Galleria Cardi & Co.

di - 28 Febbraio 2005

Da Sperone con furore. Milano rinnova i suoi contatti con New York: il tramite è quella pittura astratta che deriva chiaramente le proprie istanze dalla generazione gloriosa di Jackson Pollock, ma che media con il tempo imbarcandosi in un’avventura Pop, con un segno netto, definito, quasi progettuale. Stiamo parlando di Jonathan Lasker (1948, Jersey City, NJ), in mostra nel nuovo ambiente dell’omonimo spazio meneghino. Dodici opere inedite, realizzate dall’artista nel 2004, raccontano una maniera di dipingere che in America non ha mai avuto conclusione. Un’avventura nata con l’Action Painting, ma che, nel corso del tempo ha mutato soggetti e riferimenti, cancellato ogni desiderio introspettivo e sfumatura filosofica, ritornando sì a vagheggiare recuperi di geometrie antropologicamente lontane, ma con un atteggiamento quasi da archeologo. Con gesto misurato, quasi chirurgico, che sottrae alla terra il frammento dimenticato e ne ricostruisce le tracce.
Le superfici di Lasker diventano così campo neutro di sezioni ambigue, in cui alla matericità dell’olio, scavato impietosamente dalla bocca del tubetto, fa da contraltare il disegno, che tanto ricorda le soluzioni Pop, in un remix crudele di tutta la cultura americana, di cui Lasker, giunto negli anni Settanta al successo, è erede per diritto.
Con un lavoro che a noi, europei bombardati dalla spettacolarizzazione postmoderna di Cattelan e della Young British, apparirà magari molto datato, ma che oltreoceano conserva ancora la sua ragione d’esistere. Perché, non va dimenticato, si tratta della rielaborazione di quella che negli Stati Uniti comincia ad essere catalogata come tradizione. Lasker dunque tira le fila di un discorso, reinterpreta in senso contemporaneo il repertorio pittorico locale, togliendogli il furore eroico, con un fare che conserva il desiderio di una manualità primitiva ed insieme un lirismo dato dalla materia del colore e dal suo spessore. Le matasse segniche, i gangli pollockiani evolvono in reti dalle geometrie ferree, i cui contrasti di colori puri scandiscono il tempo di fruizione dello spettatore. Lo organizzano in lassi opportunamente regolati, immemori della disperazione dell’atto creativo, fissi come volti di sfingi disintossicate dal male di vivere dell’esistenzialismo. Ed è lì che le nostre sensazioni si confondono con l’esperienza puramente mentale.

santa nastro
mostra visitata il 22 febbraio 2005


Jonathan Lasker
Galleria Cardi & Co
Corso di Porta Nuova, 38 (Mm Lanza)
20121 Milano Italy
t +39 0262690945
f +39 0262694016
www.galleriacardi.com
info@galleriacardi.com


[exibart]



Articoli recenti

  • Attualità

Presto si potrà visitare la casa londinese di David Bowie

A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…

13 Gennaio 2026 18:18
  • Mercato

All’asta una collezione di whiskey americano da oltre $ 1 milione

360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…

13 Gennaio 2026 17:13
  • Film e serie tv

La Grazia di Paolo Sorrentino non è un film politico

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…

13 Gennaio 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54
  • Progetti e iniziative

A Catanzaro, un progetto porta la fiaba nell’epoca contemporanea

Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…

13 Gennaio 2026 12:58
  • Libri ed editoria

Nell’Atlante di Nicolas Martino, tra estetica e politica c’è una linea continua

Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…

13 Gennaio 2026 11:51