Categorie: milano

fino al 31.VII.2009 | Jack Pierson | Milano, Christian Stein

di - 24 Luglio 2009
Come le atmosfere cariche di colori evocativi dei melodrammi anni ‘50 alla Douglas Sirk, la personale di Jack Pierson (Plymouth, 1960; vive a New York) conduce il visitatore in una dimensione segnata da molteplici simbolismi. Sette grandi blocchi linguistici come installazioni dialettiche compongono un percorso espositivo metaforico e sincretico.
Del cinema c’è il senso del doppio. L’eterna ambivalenza delle “parole” scomposte e ricomposte per dare forma al vuoto. Pierson recupera “lettere” da vecchie insegne pubblicitarie, dai più svariati esercizi commerciali, perfino da occasioni impensabili come un funerale, costruendo uno straordinario linguaggio scultoreo segnato da tracce di memoria. Un’archeologia del linguaggio attraverso l’assemblaggio di reperti che raccontano d’una società estremamente consumistica.
Ogni parola o frase ri-costruita è in grado di evocare una storia”, sostiene l’artista. Ogni lettera racconta di un locale decaduto o dismesso, di uno spazio luminoso che nel tempo s’è spento. Pezzi, stralci, brandelli di un mondo pubblicitario che corre estremamente veloce, inseguendo bisogni di un momento che presto sarà da rottamare. Da questi reperti, ognuno traccia degradata di una storia passata, Pierson ri-costruisce nuove storie in cui tutto è indipendente ma connesso col resto.

Una delle priorità sceniche dei melodrammi era la scala. Di grandi dimensioni, elegante e barocca, la grande scala della villa che dava vita alla trama del film segnava il centro in cui s’incontravano e scontravano amori, passioni, liti furenti che dal piano inferiore trovavano ristoro al piano superiore. Intorno alla scala ruotava un universo di patimenti, sogni, frustrazioni, utopie, antagonismi familiari come in un’eterna corsa fatta di primi piani, moti vorticosi e stacchi di respiro.
Così il percorso espositivo alla Galleria Stein vede un centro imponente campeggiato da un’installazione suggestiva: Romance. Appunto le passioni, la solitudine, i dolori, le felicità intrise nel mistero dell’amore, insieme emblema dell’estasi e della fragilità della vita. Intorno a questo grande simbolo ruotano altre installazioni, chiare citazioni cinematografiche: Monica Vitti, Actor. Sempre in tema di omaggio alla settima arte, quindi, in un costante flusso di sensi che si moltiplicano come in un gioco di specchi infranti: The Unknown, indimenticabile film di Tod Browning dei primi anni ‘30. Sconosciuto come qualcosa di “eternamente insondabile”. Inquietante come le apparenze. Come le parole che non basteranno mai a conoscere le cose, che inevitabilmente resteranno sconosciute.

In concomitanza alla mostra, da visitare le Nuove opere su carta e l’installazione Money presso la vetrina di via San Damiano della Cassa Lombarda.

articoli correlati
Pierson a Milano

caterina misuraca
mostra visitata il 7 luglio 2009


dal 27 maggio al 31 luglio 2009
Jack Pierson
Galleria Christian Stein
Corso Monforte, 23 (zona San Babila) – 20122 Milano
Orario: da martedì a venerdì ore 10-19; sabato ore 10-13 e 15-19
Ingresso libero
Info: tel +39 0276393301; fax +39 0276007114; christianstein@iol.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30