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fino al 31.X.2004 | Gerard Malanga | Milano, Galleria Carla Sozzani

di - 18 Ottobre 2004

Nel mese che Milano consacra ad Andy Warhol con un allestimento magistrale alla Triennale, tre personaggi mitici dell’entourage della Factory, tutti e tre fotografi, sono protagonisti di una mostra nello spazio di Carla Sozzani.
L’onore della sala principale tocca a Gerard Malanga (New York , 1943), che, fra le tante cose, recitò nei più famosi film di Warhol, danzò nei suoi happening e fu suo assistente nell’esecuzione delle serigrafie. Malanga ha proseguito la sua carriera dopo essere uscito dalla Factory ed è oggi un affermato fotografo e poeta, per quanto poco esposto e tradotto in Italia. Then and now, di cui l’artista ha voluto curare personalmente l’allestimento, non è una mostra di foto su Warhol, ma una vera e propria personale che presenta una selezione di fotografie dagli anni sessanta al 2004.
Malanga ha concentrato la sua ricerca fotografica sul ritratto, in particolare sul ritratto di celebrità, ma con un’impronta del tutto particolare. Risulta evidente la conoscenza, l’intimità fra il fotografo e il soggetto: l’approccio è amichevole, il tratto umano. Personaggi come Jasper Johns, Roman Polanski, Lou Reed, William Borroughs, Duke Ellington, Allen Ginsberg non sembrano “in posa”, di essi invece si coglie, oltre che un attimo di vita, anche una parte del carattere: si concedono all’obiettivo in maniera rilassata, con piglio curioso e incuriosito.
Del resto Malanga spiega, nell’intervista ad Exibart che sarà pubblicata a breve, di scegliere i propri soggetti “fra le persone che conosce e che ama”, quindi non in quanto celebrità. Robert Mapplethorpe in una foto del 1971 risulta bello quasi quanto i suoi modelli, Mimmo Rotella sembra un po’ meno accigliato del solito, e anche nelle foto che ritraggono Warhol sembra per una volta di trovarsi davanti ad Andy persona e non personaggio (un’illusione?).
Alle pareti sono affisse alcune poesie di Malanga, anch’esse ritratti semplici e intensi di personaggi come Boccioni e Giangiacomo Feltrinelli.
The silver Factory and the sixties, nella saletta piccola della galleria, raccoglie invece scatti riguardanti Andy Warhol e coloro che gli gravitavano intorno negli anni sessanta. David McCabe (Leicester, GB, 1940) fu chiamato da Warhol a fotografarlo per un anno intero: ecco Andy in una tavola calda, in un “tempio del pop” (un negozio sgargiante di insegne e annunci pubblicitari) e nell’ascensore argentato della Factory. McCabe riesce anche, con il trittico “Andy si risveglia (alla maniera delle star)”, nell’impresa di far sembrare bello e aggraziato Warhol, ritraendolo avvolto nelle lenzuola.
Billy Name (PoughKeepsie, New York, 1940), fotografo ufficiale della Factory che fu citato anche in una canzone dei Velvet Underground, presenta invece scatti più tipici dell’epopea warholiana, fotografie piuttosto austere, documentarie, ma intrise del mito e del fascino inestinguibili di quell’esperienza.

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stefano castelli
mostre visitate il 22 e 29 settembre


David McCabe e Billy Name-“Andy Warhol: the silver factory and the sixties”
A cura di Daniela Morera
Gerard Malanga-“Then and now”
Galleria Carla Sozzani
Corso Como, 10 – Milano (zona Garibaldi)
Lunedì 15.30-19.30 / martedì, venerdì, sabato, domenica 10.30-19.30 / mercoledì e giovedì 10.30-21
Ingresso libero
tel 02-653531
e-mail info@galleriacarlasozzani.com
www.galleriacarlasozzani.org


[exibart]

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