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fino al 31.X.2010 | Loretta Lux | Milano, Carla Sozzani

di - 4 Ottobre 2010
Bimbi
apparentemente immacolati, dagli sguardi vitrei e inespressivi, s’impongono
alla vista dello spettatore che, disorientato, subisce una sorta di
fascinazione accattivante e al tempo stesso ambigua. Bambini che sembrano
usciti da fiabe dove l’orco cattivo se la dà volentieri a gambe levate. Ai
quali probabilmente è consentito vedere le anime dei defunti o che fanno parte
essi stessi del regno dei morti. Nonostante pose languide e incarnati eburnei,
delicate tinte pastello giocate sui valori tonali, la leggerezza delle vesti e
i raffinati dettagli.

Tra
fiaba e alienazione, Loretta Lux (Dresda,
1969; vive a Monaco di Baviera) concepisce un immaginario che celebra
l’infanzia in versione noir. Soldatini sull’attenti con gli occhi persi nel
vuoto in preda a uno stato di ipnosi non tradiscono un minimo d’indagine
introspettiva. Simulacri di se stessi, tanto belli quanto aridi, sono tali e
quali ai bambini del Villaggio dei Dannati. Inquietanti e seducenti protagonisti di quel paradiso perduto che è
l’infanzia.

Attinge
alla tradizione pittorica tedesca – da Holbein a Friedrich – con un’attenta analisi della ritrattistica che muove dal tardo
Rinascimento all’epoca vittoriana fino ad arrivare alle illustrazioni
pubblicitarie anni ’50, proiettando gli scatti in un’epoca indefinita. Avulsi
dal contesto e scaraventati in un ambiente alieno, i suoi modelli sono
generalmente figli di amici immortalati su uno sfondo neutro, sostituito
successivamente da scorci fissati sulla pellicola durante i suoi viaggi.


Perché
quest’infanzia artificiosamente serena, in rigoroso abbigliamento vintage, con
occhi e arti ipertrofici e oggetti improbabili tra le mani, altro non è che il
risultato di un attento quanto lungo processo di manipolazione digitale. Un
mondo dell’infanzia immerso in un’atmosfera patinata, dove tutto è irreale e
inaccessibile e concorre a raggiungere la massima perfezione estetica.
Maniacale nella rigorosità geometrica e nella ricerca di scenari desolati, a
tratti squallidi. Non importa se sia mare, campagna o metropoli a stagliarsi
alle spalle dei protagonisti, ciò che conta sono i richiami cromatici di questi
ingannevoli e affascinanti album di famiglia.

Foto
elaborate in forma finemente pittorica – non a caso Lux ha esordito come
pittrice – la cui connotazione tenebrosa è da ricercarsi nella tradizione della
pittura nord europea. E se per quanto riguarda la fotografia la patinatura
perlacea le accosta al dissacrante Erwin Olaf, gli altri riferimenti sembrano spartirsi tra Diane Arbus
e Jeff Wall.


Una
mostra godibile, allestita in maniera razionale su pareti asettiche, ma che
lascia a bocca asciutta se si ha l’aspettativa di trovarsi davanti opere
recenti. Infatti, si tratta perlopiù di pezzi tra il 2000 e il 2005 e solo un
piccolo nucleo tra il 2006 e il 2007. Una doppia delusione, considerando che la
Galleria Sozzani in quest’occasione celebra i vent’anni di attività.

roberta
vanali

mostra
visitata il 9 settembre 2010


dal
9 settembre al 31 ottobre 2010

Loretta
Lux

Galleria Carla Sozzani

Corso Como, 10 (zona Stazione
Garibaldi) – 20154 Milano

Orario: martedì e da venerdì a
domenica ore 10.30-19.30; mercoledì e giovedì ore 10.30-21; lunedì ore
15.30-19.30

Ingresso libero

Info: tel. +39 02653531; fax +39
0229004080;
info@galleriasozzani.org; www.galleriasozzani.org

[exibart]

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