Con la personale di Silvio Merlino la storica galleria milanese Silbernagl, già conosciuta per le mostre sull’arte ottocentesca, inaugura una nuova sala dedicata all’arte contemporanea aprendo così le porte ad un nuovo ciclo espositivo.
La mostra, curata da Bonito Oliva, propone una serie di opere di recente produzione dell’artista di origine napoletana.
L’opera di Merlino, senza mai allontanarsi dal rigoroso ambito del visibile, nasce dallo sforzo di far emergere l’invisibile, creare delle nuove realtà attraverso un linguaggio controllato e misurato che conduce a quella nitidezza formale che caratterizza ogni lavoro dell’artista.
Si tratta di tele nelle quali manufatti di grande perizia tecnica, uniti ad un uso spregiudicato del colore, concorrono a creare una superficie pittorica ricca di stimoli, un universo teso tra il fantastico ed il reale.
Compaiono così, ad animare la superficie pittorica, ventagli, come in “Ventagli di Saffo del 2000, abiti, “Mimetico con quadro minato” del 2000, e le ricorrenti piume dai colori sgargianti, fino ad arrivare a veri e propri elementi a tutto tondo come l’ala blu elettrico di “Viola con Amazonas del 1999, il coloratissimo tucano di “Senza titolo con tucano del 1998 e la testa di un grosso felino di “Amazonas con quadro minato”.
Una ricerca, quella di Merlino, tesa al concepimento di una forma nella quale si confonde, fino quasi ad annullarsi, il confine tra realtà e finzione, tra artificio e naturalezza.
L’arte e l’artista non combattono contro la natura , ne tanto meno cercano di omologarsi ad essa attraverso la riproduzione, perché per Merlino la pittura è forse un po’ come una magia “capace di creare e suscitare nuove realtà dentro l’alveo del linguaggio visivo, e di far germogliare nuove immagini dentro il deposito dell’energia fantastica…” come possiamo leggere nel saggio critico di Bonito Oliva che accompagna il catalogo della mostra.
Elena Arosio
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