Le fotografie in mostra derivano dalla felice unione creativa di due artisti svedesi, amici di lunga data, che hanno fatto compartecipare i loro diversi linguaggi a favore di una ricerca comune. Il risultato è una serie di opere originali, intriganti, esteticamente gradevoli e concettualmente meditate.
Anders Örnberg è conosciuto per il suo lavoro nella pittura, nella scultura e nell’architettura, spesso ibridato dall’uso di tecnologie digitali e installazioni luminose. Sono suoi i disegni tracciati sul corpo delle modelle: forme geometriche e continue di colore nero dai contorni spigolosi e definiti. Per realizzarli è stata usata una tintura compatta, ma elastica, molto simile al trucco usato a teatro, ma di fatto costruita per l’occasione. Ewa Mari Johansson, fotografa, si muove nel mondo del cinema e della moda, realizzando numerosi servizi per riviste come Vogue, Cosmopolitan, Elle, Photo e molte altre. Ha fotografato le giovani donne dando loro valenza di opere astratte, privandole del volto e caratterizzandole solo dai contorni scuri che le separano dallo sfondo sgombro di elementi.
Il suo lavoro si è sviluppato attorno a due tipi di contrasto. Il primo è quello tra il bianco della pelle e il nero del disegno completato dalle ombre. Il secondo è quello generato tra la durezza della forma geometrica e le soffici curve proprie del corpo femminile. Le pose che le modelle assumono sono state studiate per descrivere al contempo equilibrio, potenza, delicatezza ed eleganza. Il loro difficile compito è parlare della personalità della donna contemporanea, che non può più essere simbolo di una purezza incontaminata e angelica, ma presenta dei contorni decisi, duri e caratterizzati da una forza a tratti virile.
La mostra segue un percorso perfetto paragonabile ad un corpo che fa un giro attorno a se stesso. Ogni opera segue l’altra in maniera del tutto naturale snodandosi in un percorso quadrangolare tra le varie pose e i loro particolari, ripercorrendo i nudi delle modelle da un capezzolo scuro isolato nel candore dello sfondo, alle dita di un piede macchiato dal colore.
carolina lio
mostra visitata il 26 marzo 2004
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