L’idea è davvero una di quelle che fa sobbalzare ogni appassionato d’arte: un’importante società di gestione, il Gruppo Bipiemme della Banca Popolare di Milano, decide di organizzare e sponsorizzare annualmente delle iniziative culturali volte ad esporre, e quindi a valorizzare, nella nuova e bellissima sede del Museo Diocesano, capolavori che per un verso o l’altro sono di difficile accesso per il grande pubblico. La meritoria iniziativa, denominata Un capolavoro per Milano, inizia con un’opera davvero sbalorditiva: l’Ecce Homo di Antonello da Messina, attualmente conservato al Collegio Alberoni di Piacenza e, purtroppo, visitabile solo la domenica. Dunque questo prestito è un’occasione unica per osservare da vicino uno dei massimi capolavori di Antonello, pittore di eccezionale resa formale, capace come nessun altro di unire alla rigorosa impostazione prospettico-volumetrica del maturo
Il fondo nero è un’altra peculiarità della ritrattistica tipica delle Fiandre, in particolare rimanda a Roger Van der Weyden, che proprio in quegli anni si sta diffondendo nel nostro paese: lo sfondo scuro acuisce l’immagine del Cristo che pare emergere dal profondo dalla tavola. Dunque Antonello introduce non solo una nuova tecnica pittorica e formale, ma addirittura dei temi iconologici prettamente fiammighi, dimostrandoci ancora una volta quanto fosse profondo il suo rapporto con quel mondo culturale e figurativo.
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