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fino al 6.XI.2010 | Ronnie Cutrone | Milano, Lorenzelli

di - 15 Ottobre 2010
Ronnie Cutrone (New York, 1948) nasce
artisticamente come assistente di Andy Warhol, con il quale collabora dal 1972
al 1980, gli anni pregnanti della Factory, e nello svolgimento del suo percorso
passa attraverso Graffitismo e New Pop in un’indagine che si sofferma
ossessivamente sui rapporti tra società e arte contemporanea: “Ho deciso di
dipingere il mondo come se questo esistesse attraverso i suoi simboli. Per
questo, ho scelto le bandiere, meravigliosi pezzi di stoffa pieni di simboli di
vita e morte, di orgoglio e confini invisibili, di sangue e anima
”.

Così si esprime l’artista
americano riguardo la serie Pop Shots che, assieme alle Cell Girls e i Transformer costituisce il nucleo centrale
della mostra. La sua è una strategia personale fatta di loghi, immagini stereotipate,
mondi presi dai cartoon, personaggi dei fumetti, cover famose, figurazioni
provenienti da altri artisti, quelli con i quali è cresciuto, ha lavorato, ha
condiviso notti e giorni, risate e isterie, vittorie e sconfitte.

La mostra presentata alla Galleria
Lorenzelli è una retrospettiva ampia, che illustra l’ultimo decennio dell’opera
di Cutrone e che si snoda tra le tre splendide sale con un respiro corale,
divertente e divertito.

L’ineluttabile cesoia operata dai
fatti dell’11 settembre 2001 portano Cutrone sempre più a sviscerare le
problematiche politiche e sociali della realtà. In questo ciclo di opere
dedicate all’America, Cell Girls, il sistema iconografico si sposta di 360 gradi, non
usando Cutrone personaggi animati dei fumetti, ma riproducendo volti di donne
dai tratti mediorientali coperte parzialmente da una sorta di burqa costituito
dalle bandiere degli Stati che lottano contro il terrorismo islamico.

La contemporaneità di Cutrone
risiede nell’edulcorare sottilmente i suoi lavori attraverso la glassa colorata
e spiazzante di un “modo pop” o di un universo pseudo-reale che apparentemente
rende tutto più leggero e scorrevole, anche il terrificante, anche le paure più
presenti. Il suo sistema di scrittura visuale è infatti illustrativo,
volutamente basico, abbordabile, spiritoso, sebbene contenga una precisa e
arguta quanto pregnante dose di denuncia, in bilico costante tra il sarcasmo e
l’ironia.

Nelle sue opere Superman sanguina
sotto il simbolo eterno della croce (Crusade), Flash Gordon è ammaliato dai
sorrisi di cinque fanciulle (Color Fast) mentre le copertine dei 33 giri più in voga
all’epoca della Factory sono riprodotti in scala gigante: “Mi sono
avvicinato all’idea di dipingere musica nello stesso modo in cui lo avrei
potuto fare da teenager che dipinge la sua preziosa collezione di dischi con i
suoi idoli e le sue ossessioni. Un modo piuttosto naïf, quasi sciocco, ma con
amore
”.

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visitata il 17 settembre 2010


dal 17 settembre al
6 novembre 2010

Ronnie
Cutrone – Pop Off the Rack Bite a Slice Mix & Match

a cura di Elena
Forin, Matteo Lorenzelli e Ivan Quaroni

Lorenzelli Arte

Corso Buenos
Aires, 2 (zona Porta Venezia) – 20124 Milano

Orario: da
martedì a sabato ore 10-13 e 15-19; lunedì su appuntamento

Ingresso
libero

Catalogo
disponibile

Info: tel. +39
02201914; fax +39 0229401316;
lorenzelliarte@tin.it; www.lorenzelliarte.com

[exibart]

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