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fino al 7.V.2010 | Daniela D’Andrea | Milano, Angel Art

di - 26 Aprile 2010

Riesci a vedere dentro di me?”: è la domanda che
accompagna l’intera mostra di Daniela D’Andrea (Messina, 1984; vive
a Taormina, Messina). Una carrellata di avatar, ovvero sembianze scelte e realizzate
dall’artista per “autorappresentarsi” nel corso di alcuni anni tra blog, chat, forum. “Ogni immagine”,
si legge in catalogo, “costituisce un tassello del diario
autobiografico/fotografico dell’artista, che ha documentato ed esposto
sensazioni e stati d’animo reali al pubblico telematico, costantemente in grado
di interagire con essi
”.
Si tratta di un’interessante ricerca
intrapresa dal 2005, in cui D’Andrea indaga le reali possibilità delle nuove forme di comunicazione
nella vita contemporanea e nel mondo di internet attraverso l’arte digitale,
che utilizza con estrema disinvoltura, costruendo un discorso persuasivo e
metaforico. Ogni opera diventa perciò un fotogramma di un foto-racconto
postmoderno, in cui Daniela D’Andrea si muove con
qualità critiche interessanti, lanciando non una denuncia alle pratiche
internettiane che stanno avvilendo ogni forma di contatto “reale”, ma che al
reale si sono ormai sostituite, azzerando possibilità di approfondimenti
sociali, appiattendo identità, annullandosi in sintesi di discorsi, radicali
condensati di storie, sintesi di sintesi.

In tal senso si vedano I’m in love, Empty, Sad Lunapark, Slowing down the
step
,
Shy,
Shopping Time, Sad Princess, Proud of me, I don’t care: dichiarazioni di
stati d’animo che hanno il suono di brevi spot pubblicitari, in cui il messaggio
serve a captare attenzione e non a diffondere un dato di fatto. Così l’identità
personale nella rete si annulla per spalmarsi all’infinito in un anonimato
assoluto. che diventa un “rifugio” (pensiamo a Cave), un luogo
sconfinato, eventualmente per ritrovare un’esistenza che altrove non ci sarà
mai.
E lo spazio del tangibile – in questa realtà
patinata – arriva col monito di un riverbero: si veda Silence, che presenta in
primo piano il volto di una donna coperto dal chador e negli occhi rimasti
scoperti brilla il riflesso di una scena violenta in corso. Altri “effetti
di realtà
”, pensando a Barthes, nel paesaggio nebuloso che circonda Another
Lie
,
che diventa una metafora dell’intero percorso espositivo.

La menzogna non è nel discorso, è nelle cose”, citando Calvino. Non può essere
altrimenti nel contesto delle emoticon, riproduzioni stilizzate delle
principali espressioni facciali umane che si manifestano in presenza di
un’emozione, quindi un sorriso, un broncio, un ghigno… Ma in una
realtà contemporanea in cui le emozioni sono affidate sempre più frequentemente
alle emoticon, “guardare dentro” sarà un’altra grande illusione?

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mostra
visitata il 16 aprile 2010


dal 7 aprile al 7 maggio 2010
Daniela
D’Andrea – Can you see inside of me?
Angel Art Gallery
Via Ugo Bassi, 18 (zona Piazzale Lagosta) – 20159 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 10-18; domenica su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0236561745; fax +39 0236561240;
info@angelartgallery.it; www.angelartgallery.it

[exibart]


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