Riuscire ad esprimere le proprie emozioni, i propri sentimenti usando una vasta gamma di strumenti e supporti tecnici, è sicuramente una delle caratteristiche principali che distinguono il grande artista; in particolare per uno scultore che ama il grande formato, come nel caso di Arnaldo Pomodoro, mutare radicalmente tecnica e dimensioni, ottenendo ugualmente opere considerevoli, è davvero raro e straordinario. Lo stupore si attenua pensando alla grandezza dell’artista in questione che, sin dagli esordi milanesi, negli anni Cinquanta, ha sempre perseguito l’obiettivo di creare una reale integrazione tra le varie arti figurative e non. La serie di bozzetti, schizzi, illustrazioni per libri che sono esposti in questi giorni nella nuova sala della Fondazione Biblioteca di Via Senato, non sono dunque da considerare come un aspetto minore dell’artista, ma come un riuscito tentativo di creare un ponte tra i suoi diversi metodi espressivi; l’attività di incisore, illustratore, grafico si compendia perfettamente con il suo mondo scultoreo, che appare così diverso solo per la tecnica e i materiali usati e non certo per l’approccio artistico. E per sottolineare ulteriormente questo rapporto emotivo, esistente tra la diversa produzione dell’artista di Morciano di Romagna, alla Fondazione è esposto una sua opera tipica Disco in Forma di Rosa del Deserto; pur passando “ dalla carta al metallo, e dal metallo alla carta, Pomodoro persegue e prosegue un percorso di scrittura, di poesia, di feroce lucidità , tensione e coerenza che ne fa ben più del pur grande scultore che già il pubblico conosceva” (dal catalogo della mostra).
Articoli correlati:
Omaggio a Pomodoro
Luca Scalco
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterĂ l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identitĂ di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…
Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…