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Fino al 8.VII.2001 | Bergamo, l’altra Venezia. Il Rinascimento negli anni di Lorenzo Lotto (1510-1530) | Bergamo, sedi varie

di - 28 Giugno 2001

La preferenza data dalla committenza ad artisti d’estrazione veneziana è il segno d’una direzione politica e culturale filoveneziana, che produce un momento di sontuoso, pieno classicismo rinascimentale, anche se subito velato dalle irrequietudini del genio di Lotto. Il percorso all’interno della mostra è tematico, per cui le diverse personalità si confrontano attraverso pale di soggetto religioso e pale di tema profano, ritratti incentrati sull’esibizione del censo e della bellezza e ritratti di profonda introspezione psicologica. Il minimo comune denominatore è il colore ricco, brillante e setoso, tale da accarezzare gli occhi dei visitatori, che nella mostra vedono il declinarsi dell’idioma veneziano all’interno della città lombarda almeno fino agli anni Trenta, quando se ne vanno oppure scompaiono i protagonisti di questa stagione culturale. Andrea Previtali è il più vecchio e giunge a Bergamo verso il 1512; vicino agli esempi del fecondo Giovanni Bellini, si converte al linguaggio di Lotto dopo pochi anni, come si nota nella Trinità di Almeno del 1517 e nella Madonna Cassotti della Carrara. Palma il Vecchio è l’artista più legato al contesto veneziano, il più vicino a Tiziano e al suo più ricco e classico momento stilistico, tale da essere stato più volte confuso col celebre maestro, come avvenne ad esempio con lo splendido Ritratto di dama ‘La Bella’ del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. Cariani invece è legato a Palma, come dimostra la Pala di San Gottardo (Brera), ma risente anche d’umori diversi, anticlassici o naturalistici come nei Sette ritratti Albani o nella Deposizione di La Spezia. Catalizzatrice d’eventi nuovi è stata la duratura presenza di Lorenzo Lotto a Bergamo dal 1513 al 1525. Inaugura l’attività bergamasca la Pala Martinengo di San Bartolomeo e la chiude la vicenda delle tarsie per il coro del Duomo. A contatto con i maggiori protagonisti della società bergamasca, ne esegue ritratti immediati e verissimi, come accade nel Ritratto di Lucilla Brembati e nel Ritratto di Giovan Agostino e Niccolò della Torre presenti in mostra, oppure dipinge piccole opere di devozione privata, per altaroli di famiglia, testimoniati in mostra da quadretti rari.
Una sezione distaccata è dedicata al tema del Compianto, trattato dai pittori protagonisti della mostra, cui fu richiesto dalla medesima committenza, riconosciuta nella Confraternita del Corpo di Cristo. E’ interessante il confronto tra le diverse redazioni del Figlio de la dolente, rispondenti tutte ad un’esigenza connaturata ad una compagnia legata al soggetto della Passione e al culto dell’Eucarestia, diffusa nel territorio bergamasco ed esempio di un atteggiamento mentale in cui la religiosità veniva ripensata in modo nuovo, profondo e sentito.



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Carmen Lorenzetti



Fino all’8 luglio 2001. Bergamo. L’altra Venezia. Il Rinascimento negli anni di Lorenzo Lotto (1512-1530). Bergamo, Accademia di Carrara (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea), via San Tommaso 53 (sezione Figlio de la dolente. Il tema del compianto in Lotto, Previtali e Cariani);
Bergamo, Museo Bernareggi, via Pignolo 76. Orario d’apertura: ore 10.00 – 21.00. Giovedì, ore 10.00 – 22.00. Lunedì chiuso. Biglietto d’ingresso: £. 15.000 intero; £. 12.000 ridotto; £. 6.000 scuole. Il biglietto di ingresso alla mostra consente di vistare gratuitamente la Pinacoteca dell’Accademia di Carrara (orari 10-13; 15-18.45; lunedì chiuso) e il Museo Bernareggi (orari 9.30-12.30; 15-18.30; lunedì chiuso). Informazioni e prenotazioni: Box Office Italia tel. 0254912.


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  • Ho visitato la mostra un mese fa: chi può la vada a vedere perché le opere sono stupende; tra le altre alcune del Lotto di ben difficlie visione, come il Ritratto virile di Nivaa, la Madonnina del Museo di Mosca, e l'Amorino che incorona un teschio, misteriosa allegoria, dal castello di Alnwick in Inghilterra. Anche il catalogo Skira è da comprare, perché di alto valore scientifico (i curatori hanno scritto le schede dopo aver realmente riesaminato, anche in laboratorio, ciascuna opera). L'allestimento è perfetto (a parte una sala surriscaldata), e il Museo "Bernareggi" è da scoprire: insomma, tutto vale ampiamente il viaggio e il prezzo del biglietto.

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