Dopo la collettiva Roma 2003 alla Galleria Pack, Franco Giordano ritorna a Milano con una personale dove presenta i suoi ultimi dipinti. Se nei precedenti lavori l’artista creava un corto circuito percettivo inserendo elementi della realtà quotidiana su uno sfondo di geometrie psichedeliche, nelle ultime opere spariscono gli elementi di contorno e vengono in primo piano le figure.
I quadri in mostra inaugurano, tra rappresentazioni di interni domestici o di luoghi del divertimento, come le piscine, una nuova poetica del quotidiano. Giordano si sofferma su alcuni semplici dettagli, come un paio di scarpe da ginnastica griffate appoggiate a una sedia, o una rivista di moda aperta su un tavolo, li rappresenta di scorcio, secondo una prospettiva che tende a schiacciare gli oggetti, e poi li ingrandisce fino a occupare
Come afferma lo stesso artista, è una nuova versione di “natura morta”, che attinge all’universo pop, nella sua versione glamourous e spensierata. C’è però una caratteristica peculiare nei dipinti di Giordano che lo distingue in modo evidente dagli altri pittori di area pop. È la stesura del colore in campiture sovrapposte e di forma irregolare, che per impatto visivo rimanda al ‘maculato’ degli atlanti di geografia e che presenta un colore più o meno carico in relazione all’addensarsi della pittura. L’utilizzo di diverse gradazioni della stessa tonalità di colore permette infatti di “leggere” il soggetto e di comprendere la disposizione degli oggetti, attribuendogli una tridimensionalità artificiale. L’ispirazione proviene dalle tecnologie digitali che hanno profondamente modificato abitudini e percezioni. La sensibilità pop di Giordano si esprime nell’attenzione al panorama culturale odierno e nella libertà di combinare il linguaggio tradizionale e ‘alto’ della pittura con quello
Alla banalità del soggetto trattato non corrisponde quindi la banalità dell’opera: dopo un passato in bilico tra astrazione e figurazione, la ricerca espressiva di Giordano si muove nell’orizzonte aperto delle contaminazioni linguistiche e della sperimentazione delle nuove frontiere percettive.
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silvia margaroli
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