Categorie: milano

fino al 9.IV.2005 | Daniele Bordoni – La Zona | Milano, Galleria Antonio Battaglia

di - 24 Marzo 2005

Immaginate di affacciarvi dalla finestra e di non ritrovare più il paesaggio a cui eravate abituati, ma, improvvisamente, di sentirvi catapultati nell’atmosfera desolante di un limbo post-industriale cui, volente o nolente, dovrete imparare ad appartenere. Scendete in strada, angosciati, tanto che infilate, veloci, la giacca sull’orribile pigiama che vi ha regalato vostra madre, con la cognizione del tempo e dello spazio annebbiata dalla luce livida e inquietante dell’atmosfera. In controluce si stagliano le sagome poco rassicuranti di una città fantasma: profili di grattacieli, ciminiere, alberi spogli, simulacri di una civiltà nel suo inverno, che una volta fiorita, ha scrollato da sé tutte le foglie. Ciò che resta? Cieli avviliti, la fissità di totem eterni – Stonehenge della modernità -, scenari al limite dell’apocalittico, scheletri di un potere abbattuto da una rivoluzione temporale. Fino all’esaurimento.
Farci sentire gli ultimi uomini sulla terra, l’intento di Daniele Bordoni (Jesi, 1974)? In un creato sconfitto dall’uomo, abbrutito dalle sue costruzioni, invecchiato forse dall’inquinamento, il segno a grafite dell’artista delinea, implacabile, i mostri in rovina del progresso, galleggianti su macchie d’acquarello violacee, in cui i ruoli sono facilmente ribaltabili. L’aggredita, la natura, si ribella, prende il sopravvento. Ritorna matrigna, annulla ogni nostra difesa. Sprofondiamo in un neo-primitivismo e siamo facili prede del panico, colti da quel senso di spaesamento che provoca il varcare La Zona, “…la vita” attraversando la quale “ l’uomo o si spezza o resiste”, sempre che sia in grado “di distinguere il fondamentale dal passeggero”, come recita Tarkovskij, in relazione a Stalker, da cui la mostra di Bordoni prende il nome.

Così, nella contemplazione annichilita della società al declino, ci troviamo a riconsiderare noi stessi, la nostra individualità, la condizione terrena, e il senso di solitudine che essa comporta. Con un colpo di dadi postmoderno, fatto d’ambiguità e connessioni di linguaggi, in una figurazione che fonde le proprie istanze con la cinematografia. Musa indispensabile di cui assimila il linguaggio e le strutture, traendo i contenuti non solo dal già citato Scolpire il tempo, ma anche da Ballard, Bataille, Blade Runner o il più recente Matrix, per fare alcuni illustri esempi. Ed questo immaginario escatologico che fa dell’opera di Bordoni una “pittura di fantascienza”.

santa nastro
mostra visitata il 15 marzo 2005


Daniele Bordoni – La Zona
A cura di Raffaele Gavarro
Galleria Antonio Battaglia
Via Ciovasso 5 (Mm Lanza)
T +390286461244
T/F +390236514048
dal martedì al sabato dalle 16-19.30. Al mattino su appuntamento
galleriabattaglia@fastwebnet.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

L’opera d’arte è indipendente da noi: intervista a Paolo Canevari

A margine della mostra alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello, abbiamo raggiunto Paolo Canevari per farci raccontare la sua…

17 Gennaio 2026 10:30
  • Arti performative

L’arte di Balla diventa una performance, nell’opera di MP5 con Alessandro Sciarroni

Al Teatro al Parco di Solares Fondazione delle Arti, a Parma, va in scena “Movimento / Immagine”, performance live di…

17 Gennaio 2026 9:30
  • Arte contemporanea

Stare insieme, fare insieme. Nuêter come opera pubblica

Promosso dai Comuni di Albinea, Canossa e Quattro Castella con il contributo della Regione Emilia-Romagna, Sconfinamenti è un progetto biennale…

17 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

Le polaroid di Luigi Ghirri in mostra per la prima volta al Pecci di Prato

Fino al 10 maggio 2026, il Centro Pecci di Prato ospita una selezione di polaroid realizzate da Luigi Ghirri tra…

16 Gennaio 2026 19:25
  • Design

Swatch presenta una nuova collezione ispirata ai capolavori del Guggenheim

Swatch lancia una nuova collezione di orologi in collaborazione con il Guggenheim di New York e la Peggy Guggenheim Collection…

16 Gennaio 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

Le opere d’arte dialogano con l’Intelligenza Artificiale, in un nuovo podcast

Bellezza che Chiama: un nuovo podcast sperimenta il dialogo tra arte e intelligenza artificiale, mettendo alla prova critica, interpretazione e…

16 Gennaio 2026 15:54