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Fino al 9.IX.2018 | Corpus. Javier Marìn | Mudec – Museo delle Culture, Milano

di - 5 Settembre 2018
Il 20 giugno 2018 è stata inaugurata, presso il MUDEC – Museo delle Culture di Milano, la personale dell’artista messicano Javier Marín dal titolo “Corpus”, a cura di Christian Barragán. Un lavoro che vede il proseguimento espressivo rivolto agli artisti messicani, a seguito della mostra dedicata a Frida Kahlo.
Una rassegna antologica che si concluderà il 9 settembre del 2018 e vede in mostra una selezione di 36 opere provenienti dal Messico, da Pietrasanta e dalla Val Gardena, che raccolgono i punti più importanti del suo operato in trent’anni di lavoro.
Per l’occasione è stata realizzata la scultura in legno di grandi dimensione Cabeza Chico Grande con l’aiuto di professionisti specializzati.
Dieci anni fa l’artista era già approdato a Milano invadendo gli spazi di Palazzo Reale e Piazza della Scala con i volti famosi, di grandi dimensioni, che prendono il nome di “Cabezas”, sculture colorate dalle fisionomie femminili e aveva presenziato alla Biennale di Venezia del 2003 con l’opera En Blanco, un manto di volti e corpi che oggi ritroviamo all’ingresso della mostra.
Corpus. Javier Marìn, vista della mostra
Arrivati al Mudec veniamo subito accolti dall’imponente scultura del cavallo rosso Reflejo VII che ci attende all’esterno della struttura, opera concepita in Messico nel 2016 e che con la sua maestosità ci invita ad addentrarci all’interno per scoprire i suoi sviluppi artistici.
Il lavoro di Javier Marín predilige la tecnica della scultura ed il suo elaborato si focalizza principalmente sulla rappresentazione della figura umana, per richiamare la sua condizione ed il nostro passaggio sulla terra. Il suo impegno si basa sul concetto di costruzione e de-costruzione delle forme, sui pieni e sui vuoti, sul dentro e sul fuori e sovrastando il puro e semplice valore plastico.
C’è un forte richiamo alla statuaria classica che non smette di essere un punto di partenza ma si evolve con una chiara volontà di sperimentare procedure nuove di espressività tecnica e linguistica. La scultura si insinua in uno spazio ben definito, c’è una forte comunicazione tra materia ed universo.
Le opere sono realizzate con materiali differenti tra cui la terracotta, a cui l’artista riesce a dare un nuovo significato espressivo. Da sempre vista come materiale secondario, rispetto all’utilizzo del marmo e del bronzo, per via della sua deteriorabilità, ma vede con Javier Marín una decontestualizzazione per rinascere in chiave policroma.
Lo studio della corporeità prevede l’utilizzo di materiale di derivazione classica e materiali naturali come il legno o la resina; un percorso artistico e materico che ripercorre, attraverso la fisionomia di volti e raffigurazioni, un excursus tra ieri ed oggi, tra passato e presente, tra tradizione ed innovazione.
Gaia Tonani
Mostra visitata il 20 giugno 2018
Dal 20 giugno fino al 9 settembre 2018
Corpus. Javier MArìn
MUDEC – Museo delle Culture
Via Tortona, 56, 20144 Milano MI
Orario: lunedì 14.30 – 19.30
martedì – mercoledì – venerdì – domenica 09.30 – 19.30
giovedì – sabato 09.30 – 22.30
Info: 02 54917  |  info@mudec.it – www.mudec.it

Nata a Bergamo nel 1984, nel 2009 consegue la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali - Storia dell’Arte e nel 2011 la laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 2007 inizia ad interfacciarsi con il mondo del lavoro, collaborando con il FAI (Fondo Ambiente Italiano) ed assecondando la passione per la fotografia e l’editoria collabora con la casa editrice RCS a Milano e nel 2012 presso la divisione Internazionale, Mondadori photo& rights della casa editrice Mondadori. In concomitanza sviluppa la sua passione per l’arte contemporanea, in particolare come curatrice realizzando mostre personali di artisti viventi e nel 2015 inizia a scrivere recensioni e testi critici per riviste d’arte contemporanea on-line, prima con Juliet Art Magazine e poi con Exibart. A gennaio del 2016 inaugura il suo sito personale d’arte e curatela dove vengono presentati i suoi lavori.

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