Nella Milano attiva e frenetica del secondo dopoguerra Lamberto Vitali fu sicuramente una delle figure più stimolanti: partito da semplice autodidatta, spinto dall’amore per l’arte divenne ben presto (sin dal 1928 inizia a collaborare con la prestigiosa rivista Domus) uno dei critici artistici più influenti e preparati della scena meneghina, attento conoscitore dei movimenti di avanguardia del Novecento e dell’Ottocento italiano e francese. Tuttavia la conoscenza delle correnti a lui contemporanee non fu mai disgiunta da una preparazione classica che gli permise di meglio comprendere le tematiche proprie della Avanguardia.
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