Anna Wintour
Un’altra chiusura, un’altra data da destinarsi. Dopo Frieze New York, stavolta la notizia riguarda uno degli eventi più attesi dell’anno, nell’arte e nella moda: il Met Gala 2020 è rimandato a causa del Coronavirus ed è la stessa Anna Wintour a comunicarlo. «A causa dell’inevitabile e responsabile decisione del Metropolitan Museum di chiudere i battenti», scrive l’iconica direttrice di Vogue, «”About Time” e la serata di gala non si terranno nelle date prefissate».
Inevitabile…Responsabile…È giusto così. Nessuno vuole seguire le orme di fiere ed eventi che nelle ultime settimane sono andati avanti imperterriti, come nulla fosse, favorendo la diffusione del virus tra i partecipanti. Ed è proprio Wintour che, dopo l’annuncio del rinvio, si è espressa contro gli atteggiamenti superficiali di questi giorni, riservando a Donald Trump un rimprovero insolitamente diretto: «Io, come molti di noi, sono rimasta sconcertata dal modo in cui ha risposto alla pandemia. Le rassicurazioni ottimistiche e prive di fondamento che sarebbe andato tutto bene, le rivendicazioni su un virus straniero, la comodità narcisistica con cui ha passato la colpa agli altri, la sua disonestà verso il popolo americano e, peggio ancora, la sua scioccante mancanza di empatia e di compassione per coloro che soffrono e che hanno paura».
In questo scenario privo di certezze, il Metropolitan è corso ai ripari. Non appena due dipendenti hanno manifestato i sintomi del virus, il museo non si è limitato a chiudere le porte fino al 4 aprile, ma ha esteso il termine al 15 maggio per tutti i programmi correlati. Ora arriva la conferma: la mostra del Costume Institute che avrebbe inaugurato il prossimo 4 maggio è rinviata a una data indefinita e, con questa, la tradizionale serata di gala.
“About Time” deve aspettare. E fa sorridere – un sorriso amaro, s’intende – perché proprio il tempo ha un valore speciale durante l’interminabile quarantena, il tempo è ciò di cui più disponiamo. Nella situazione attuale, in cui le giornate passano sempre uguali, scandite da pochi, lentissimi rituali, sentiremo più che mai la mancanza della sana distrazione a cui il Met Gala ci ha abituati e che, di certo, alleggerirebbe un po’ questo clima di guerra da Coronavirus. Ma è giusto così, e non si discute.
È certo dunque, in questo primo lunedì di maggio non avremo look esagerati da giudicare: l’evento dove ogni eccesso è pregio dovrà attendere, insieme alla nostra curiosità. E il ricordo della coda di pavone di Blake Lively, di Rihanna in versione papessa e di un’angelica Rosie Huntington Whiteley – per citarne alcuni – dovrà bastarci ancora per qualche mese.
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