Categorie: Moda

fashion_eventi | Art couture

di - 30 Luglio 2010
Che quella tra arte e moda fosse una combinazione vincente
è un fatto ormai risaputo da tempo. Che potesse diventare anche la formula più
adatta per dare nuovo vigore a una manifestazione con troppi alti e bassi nella
sua storia recente lo deve aver pensato anche Silvia Venturini Fendi,
neopresidente di AltaRoma, la kermesse italiana di haute couture tenutasi nella
capitale dal 9 al 14 luglio scorsi.

Sei giorni scanditi non solo da appuntamenti con le più
famose maison nazionali di alta moda, che hanno presentato in varie location
le loro
collezioni per il prossimo autunno/inverno, ma anche da una serie di eventi
collaterali che hanno visto la partecipazione di artisti prestigiosi e delle
più originali e imponenti strutture museali, in grado di riportare sotto i
riflettori la settimana romana della moda più di quanto siano forse riusciti a
farlo gli abiti stessi.

A cominciare dalla mostra che ha dato il via all’intera
manifestazione, Il gesto sospeso di Maurizio Martusciello, avvincente installazione
multimediale rimasta visibile negli spazi del Tempio di Adriano durante tutta
la kermesse. Un tributo espositivo al linguaggio scultoreo e all’incessante
sperimentazione sartoriale dello stilista Roberto Capucci, che Martusciello ha tradotto in
una serie di suggestioni visive, macroscopici dettagli fitomorfi e architetture
in dinamico e continuo divenire, proiettate su una solenne teoria di
maxischermi.


Altro artista, altra maison: è nelle stanze dello storico
atelier di Valentino in piazza Mignanelli che si è potuto osservare Prima scena – La
Presentazione
,
uno dei quadri specchianti di Michelangelo Pistoletto, realizzati a sostegno del
progetto Cittadellarte Fashion, per lo sviluppo di una moda etica e
sostenibile. Così, alla presenza dello stesso Pistoletto e di Pier Paolo
Piccioli
,
direttore creativo dal 2008 della Valentino con Maria Grazia Chiuri, ecco svelata la sera dell’11
luglio l’opera dall’impianto compositivo memore delle celebre Ultima Cena leonardesca, che ritrae però fra
i suoi personaggi Franca Sozzani, potente direttore di Vogue Italia, circondata dall’artista e da
alcuni designer vincitori delle ultime edizioni del concorso per nuovi talenti Who
is on next
.

Ma il connubio arte/moda non si è certo esaurito con la
“violazione” di alcuni luoghi sacri della couture: anche i due più celebri
musei capitolini dedicati alla contemporaneità hanno spalancato le loro porte a
suggestivi fashion event. Come il Macro, che negli spazi della Pelanda ha
ospitato durante la manifestazione Limited/Unlimited. The new italian
landmark
, mostra
curata da Susanna Cucco, un singolare e riuscito dialogo visivo tra le
creazioni di alcuni stilisti, tra cui Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, Alessandro Dell’Acqua, Gabriele Colangelo, Silvio Betterelli e le opere, fotografie ricamate e
accessori-scultura, di Maurizio Anzeri.


Non è stato da meno il Maxxi, colossale tempio dell’arte
contemporanea progettato da Zaha Hadid, che per la prima volta si è lasciato sedurre dal fascino
della moda prestando i suoi ambienti alla performance Memorie del futuro degli studenti di fashion design
dello Ied Moda Lab di Roma, sfilata conclusiva dell’intera kermesse. Sulla
straordinaria e originale passerella hanno così trovato spazio, intervallate
dalla coreografia di Davide Montagna per la Compagnia Vittadini Danza di Milano, le creazioni
dei futuri stilisti, alcune delle quali proprio ispirate al nitore geometrico e
alla visione architettonica della stessa Hadid.

Perché i talenti di domani hanno forse già compreso che
attingere a piene mani dall’arte può dare finalmente nuova linfa al linguaggio
della moda.

alessandro guasti


Info: www.altaroma.it

[exibart]

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