Categorie: Moda

MODA

di - 30 Gennaio 2019
Lo scorrere delle prime giornate di AltaRoma è stato scandito dalla reale percezione che questo sia l’unico contesto italiano deputato alla moda nel quale i giovani talenti emergenti possano presentare le proprie creazioni proponendo la sperimentazione ed una ricerca dei materiali e dei volumi guardando comunque alla tradizione e proiettandoli in nuove declinazioni. AltaRoma è una vera e propria piattaforma vitale nella quale il ritmo della sartorialità, dell’artigianato e delle collaborazioni trasversali, anche con l’arte visiva, riescono a dialogare in un contesto fertile ed aperto al confronto.
L’esperimento di riqualificazione urbana del quartier generale, il PratiBus District di viale Angelico, ex deposito Vittoria dell’Atac, risulta particolarmente riuscita, così come le collaborazioni con i musei nei quali si sono dislocate alcune delle sfilate: quella di Gattinoni al Macro Asilo e la conversazione “Talk Roman’s Romance” con Lavinia Biagiotti al MAXXI, oltre alla collaborazione con L’Istituto di Cultura Libanese per la riuscita sfilata al PratiBus District “International Couture Fashion Show” con quattro eccellenze dall’India al Kuwait con i loro capolavori di sartoria.
In assoluto la presentazione di sabato al Mattatoio incarna una valida prospettiva nella quale l’arte è l’ispirazione e la moda diventa lo strumento: Vertigo di Sylvio Giardina introdotta da un testo di Emanuela Nobile Mino ha saputo incantare e incarnare il momento più intenso di AltaRoma.
Vertigo photo Fabrizio Orsini
La struttura immersiva dell’installazione trascina lo spettatore in una vertigine audio-visiva, lo spazio e il tempo si fondono fino a creare un continuo divenire nel quale prendono forma i capi indossati da cinque immobili mannequin che pian piano vengono sostituite da manichini. L’intervento a metà tra l’installazione e la performance racconta in maniera traslata la genesi, le ispirazioni e le riflessioni che hanno portato a determinare i precisi connotati dei cinque abiti che costituiscono i primi esemplari della nuova collezione Haute Couture SS2019.
Vertigo è il risultato di una meticolosa ricerca di Giardina, il dialogo sommesso di citazioni e di rimandi tra i giochi chiaroscurali generati dalle proiezioni su oggetti in cristallo sospesi e la minuzia geometrica dei preziosi intarsi in tulle e in organza degli abiti, ribaltano lo spazio attirando lo spettatore verso le presenze leggiadre ed evanescenti degli abiti magistralmente elaborati.
La leggerezza degli elementi e la stratificazione di materiali trasparenti, composta da luce, suono, ombre e volumi, creano un rimando poetico continuo nel quale lo spettatore percepisce una sospensione della dimensione temporale. Compostezza, eleganza, ricordi ed emozioni si compongono come un percorso chiarificatore.
Un percorso nel realizzare capi mai urlato, mai plateale e sfrontato che ha accompagnato il cammino professionale del couturier che ha saputo dosare una strategia basata sulla complementarietà di elementi eterogenei: l’esclusività e la portabilità, i tagli virtuosi e le costruzioni geometriche, le texture preziose e i dettagli con i ricami minuziosi celebrano la silhouette femminile in chiave sartoriale, sia nel caso di creazioni di alta moda che nel caso del prêt a porter.
Se la moda negli ultimi anni ha enfatizzato gli eccessi, ed un’onnivora comunicazione fastidiosa ed abberrante; nel silenzio della riflessione e nel perpetuarsi della tradizione italiana risiede l’antidoto contro l’omologazione, il disarmonico con la consapevolezza per spaziare verso una rinascita.
Camilla Boemio
Dal 27 Gennaio 2019 al 28 Febbraio 2019
Roma
Mattatoio
piazza Orazio Giustiniani 4
dal martedì alla domenica dalle 14 alle 20. Lunedì chiuso. L’ingresso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.
Promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale Azienda Speciale Palaexpo
+39 06 39967500
info.mattatoio@palaexpo.it
http://www.mattatoioroma.it/
@https://twitter.com/camillaboemio

Scrittrice d'arte, curatrice e teorica la cui pratica indaga l'estetica contemporanea; nel 2013 è stata curatrice associata di Portable Nation, il padiglione delle Maldive alla 55.° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, dal titolo Il Palazzo Enciclopedico; nel 2016 è stata curatrice di Diminished Capacity, il primo padiglione della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura, con il titolo Reporting from the Front; nello stesso anno ha partecipato a The Social (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) alla Boston University. Nel 2017, ha curato Delivering Obsolescence: Art Bank, Data Bank, Food Bank, un Progetto Speciale della 5th Odessa Biennale of Contemporary Art. E’ membro della AICA (International Association of Arts Critics). Boemio ha scritto e curato libri; ha contribuito con saggi e recensioni a varie pubblicazioni internazionali, scrive regolarmente per le riviste specializzate, e i siti web; ha tenuto parte a simposi, dibattiti e conferenze in musei e festival internazionali.

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