Categorie: Moda

My Roma, la storia delle Sorelle Fontana, icone della moda per il cinema

di - 28 Ottobre 2024

Nella settimana della Festa del Cinema di Roma molte sono state le iniziative collaterali per approfondire le connessioni tra la cinematografia, la moda, l’arte e la società. Nel Club FraMmenti a Palazzo delle Pietre, residenza dalla famiglia Mazzi aperta all’ospitalità, ci si ritrova con l’idea di raccontare la Capitale attraverso una serie di conversazioni nell’ambito culturale e creativo.

Mentre sul red carpet sfilano gli attori dei film inediti, con abiti talvolta eccentrici e talvolta anonimi, nel Palazzo delle Pietre si parla di moda e cinema, con il ricordo della couture italiana che conquistò Hollywood: le sorelle Fontana. L’incontro con le nipoti Roberta e Luisella Fontana grazie al contributo di Clara Tosi Pamphili, storica della moda e del costume, diventa una gioiosa conversazione, intervallata di aneddoti, filmati ed interviste.

Dietro la griffe, si cela un’incredibile storia di talento, ambizione e coraggio di tre giovani ragazze che, partendo dalla provincia di Parma, conquisteranno il mondo.  Sarà il fato a decidere per loro, sarà il primo treno di passaggio a portarle a Roma, in un aristocratico palazzo del centro. Da qui tutto ha inizio per Zoe, Giovanna, Micol, capaci, infaticabili e visionarie.

Una serie di eventi felici contribuisce alla grande notorietà, il primo è senza dubbio il vestito sapientemente cucito per la novella sposa Linda Christian con Tyrone Power. La stampa internazionale né da grande rilievo contribuendo a far conoscere e apprezzare la sartoria in America.

Dopo la fine della Guerra, gli studi di Cinecittà diventano il centro per il cinema italiano e internazionale, nell’atelier delle tre sorelle, si alternano nomi importanti tra attori, scenografi e registi alla ricerca di un’idea di moda, che potesse essere scenografica e al tempo stesso naturale, abiti portabili ma al tempo steso iconici. Tra gli anni ‘50 e ’60, le sorelle Fontana raggiungono il loro maggior successo vestendo Marella Agnelli, Jackie Kennedy, Soraya e il jet set Hollywoodiano, con Ava Gardner, Liz Taylor, Audrey Hepburn, Gina Lollobrigida, Grace Kelly, Anita Ekberg e Sofia Loren e molte altre.

Il processo di identificazione della loro immagine diventa, così, una vincente strategia imprenditoriale. L’attrice Ava Gardner le impone ai registi per tutti gli abiti di scena, diventando speciale cliente, nel lavoro come nel privato. Per lei creano l’abito talare indossato in un film, che non venne mai prodotto.  L’abito Pretino in lana e seta nera lungo fino al ginocchio, incarnava l’incontro tra sacro e profano e causò scandalo per l’uso improprio degli accessori, quali il rosario di perle e il crocifisso sul petto, ma anche attenzione e curiosità mediatica. Le sorelle cavalcarono l’onda dell’interesse proponendolo in un’intera collezione. Federico Fellini ne rimase colpito, tanto da riproporlo ad Anita Ekberg ne La Dolce Vita, contribuendo ancor oggi a rendere l’abito, un’icona di stile, minimale e romantica. Il vestito è stato esposto per la festa del centesimo compleanno di Micol nei Musei Capitolini di Roma, tenero ricordo della nipote e condiviso nel talk della piacevole serata.

Pierluigi Praturlon, Ava Gardner con l’abito Pretino di Sorelle Fontana, Roma, 1956, stampa ai sali d’argento (vintage print), 30×23.5 cm

Il cinema è stato sempre presente nella vita delle sorelle, sia come esecutrici sartoriali di abiti di scena, sia come attrici nella breve esperienza in Le Ragazze di piazza di Spagna, ambientato proprio nell’atelier Fontana, un racconto di tutte le fasi del progetto dell’abito, dal bozzetto alla realizzazione, in un mondo di moda e di modelle, di sogni e di realtà.

Micol prima di morire, realizza un progetto molto amato, un omaggio alla carriera sua e delle sorelle, con La Fondazione Micol Fontana, dichiarata dal Ministero della Cultura Archivio di notevole interesse storico e la cui collezione è composta da più di 500 abiti, fotografie d’epoca, ricami, cataloghi di moda, premi e ricordi.

Con la morte di Micol Fontana, la fondazione no-profit passa il testimone ai nipoti. Sono Roberta, figlia di Giovanna Fontana, e Luisella, moglie del figlio, in primis, a mantenerla, con nuovi progetti e mostre. Svelano, durante la serata, segreti e racconti della missione della Fondazione voluta da zia Zoe, tra soddisfazioni e difficoltà.

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mostre

Murano Illumina il Mondo: il linguaggio del vetro in Piazza San Marco

Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…

16 Gennaio 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Allo Spazio SLAP di Milano c’è una mostra in cui si scompare nella luce

SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…

15 Gennaio 2026 20:10
  • Attualità

In Iran chiudono anche le gallerie d’arte, tra proteste e blackout

Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…

15 Gennaio 2026 19:05
  • Mercato

Basquiat vs Klimt: una sfida fra titani nel mercato dell’arte degli ultimi 20 anni

Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, considerato il benchmark del contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da $ 236,4…

15 Gennaio 2026 18:49
  • Progetti e iniziative

L’arte contemporanea varca le soglie del carcere di Bologna: il progetto di Anila Rubiku

In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…

15 Gennaio 2026 18:01
  • Mostre

Le mostre da non perdere a gennaio in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

15 Gennaio 2026 17:40