Categorie: Moda

Walter Albini, il talento al di là del mito: una mostra a Prato ricorda lo stilista

di - 7 Aprile 2024

Dopo tante aspettative e rumours intorno a un ipotetico rilancio del brand Walter Albini, il Museo del Tessuto di Prato arriva per primo nel presentare la grande mostra con relativo catalogo Walter Albini. Il talento, lo stilista, a cura di Daniela Degl’Innocenti ed Enrica Morini. On show fino al 22 settembre 2024, la mostra ricostruisce il lavoro dello stilista pioniere del Made in Italy a poco più di 40anni dalla sua prematura scomparsa.

Una sfida necessaria

Come racconta la stessa Enrica Morini, «È stata una sfida ricostruire i tasselli di una vicenda professionale davvero complessa che ritroverete in mostra. Un lavoro che parte dai suoi esordi, dalle riviste su cui Albini ha studiato, la rassegna stampa dell’epoca e le varie aziende con cui ha collaborato. Una ricerca che ha preso forma grazie alle preziose informazioni conservate in diversi archivi, come il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma e quello di Camera Nazionale della Moda. Due realtà che sono state fondamentali nella riuscita del progetto».

Per la prima volta, la mostra ricostruisce in modo cronologico il percorso di Walter Albini mettendo insieme materiali grafici – disegni, bozzetti, schizzi, fotografie, riviste di moda – e numerosi abiti, accessori e tessuti spesso inediti e mai esposti, permettendo così di ricostruire l’intera storia creativa dello stilista, dalle prime esperienze come illustratore e disegnatore di moda alle ultime collezioni degli anni Ottanta.

Walter Albini per Diamant’s, collezione P/E 1971. Foto: Archivio Alfa Castaldi

Punto di partenza per la realizzazione del progetto è stata la Collezione Walter Albini del Museo del Tessuto, acquisita grazie a una cospicua donazione di Paolo Rinaldi, collaboratore di Albini, pervenuta tra il 2014 e il 2016: un patrimonio che comprende oltre 1.700 oggetti tra bijou, bozzetti, disegni, fotografie, documenti, libri, abiti e tessuti appartenuti allo stilista, che documentano gli interessi, la creatività e la grande capacità progettuale dello stilista. E proprio la ricchezza dei materiali rappresenta uno dei punti di forza di questa mostra, che si snoda in tutti gli spazi del museo su una superficie di oltre mille metri quadrati e, parallelamente alla carriera da stilista, approfondisce anche altri aspetti dell’estro creativo di Albini, come la passione per il teatro, per il cinema e per il design di interni.

Walter Albini per Montedoro Collezione P/E 1971. Foto: Franco Bottino, Archivio Storico Fondazione Fiera Milano

«Sono davvero felice di iniziare il mio mandato come Presidente della Fondazione Museo del Tessuto di Prato inaugurando un progetto culturale così importante. Sono certa che questo lavoro sarà di grande utilità e ispirazione ai tanti creativi che danno quotidianamente forma al Made in Italy, così come ai tanti giovani che studiano con passione per diventare i creativi di moda di domani», ha dichiarato Fabia Romagnoli, Presidente della Fondazione Museo del Tessuto di Prato.

Il percorso della mostra a Prato: Walter Albini, il Grande Gatsby italiano

Ha commentato Daniela Degl’Innocenti: «Abbiamo voluto aprire una nuova visione di Walter Albini al di là del mito, grazie alle meticolose ricerche condotte sul campo. La mostra si articola su tre sezioni che in ordine cronologico raccontano il suo percorso, dalle sue prime esperienze alle collaborazioni dove sono messi in dialogo materiali diversi, abiti oggi molto rari da trovare e relativi accessori, disegni, fotografie, fino ai preziosi taccuini personali dello stesso Albini».

Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli
Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli

Nella sala a piano terra, la mostra si apre con una prima sezione (1959-1972) che riguarda il tema della formazione scolastica e delle prime esperienze di Walter Albini come illustratore di riviste di moda. Materiali grafici di scuola, illustrazioni per le riviste Mamme e bimbi, Corriere lombardo e Vanità e fotografie inedite del periodo sono documenti che raccontano la naturale vocazione e il talento del giovane Albini per la moda. Le sue prime esperienze gli permettono di avviare alcune collaborazioni con aziende di prêt-à-porter: nel 1962 disegna per Gianni Baldini e, qualche anno, dopo per Krizia, conosciuta Parigi in uno dei suoi soggiorni come inviato per le riviste di moda. A illustrare il sodalizio con la stilista, la mostra propone un raro nucleo di capi di maglieria progettati da Albini nei diversi stili richiesti dalle collezioni.

Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli
Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli

Dal 1966 Albini disegna anche per marchi come Cadette e Billy Ballo, cui seguono Princess Luciana, Trell, Montedoro, Paola Signorini, Glans, Annaspina, Cole of California, Maska. Delle collaborazioni con questi brand, i materiali grafici, i disegni, i bijoux e gli accessori testimoniano la versatilità dello stilista nel progettare collezioni diverse che, in questo periodo, sfilano a Pitti e a Maremoda Capri. Nel 1971 diventa direttore creativo di cinque aziende specializzate in diversi settori dell’abbigliamento e, con questo ruolo, avvia la progettazione delle cosiddette tre “collezioni unitarie” con Misterfox (abiti), Basile (capispalla), Callaghan (abiti e tessuti a maglia), Escargot (maglieria) e Diamant’s, poi sostituita da Sportfox (camiceria). A questo argomento la mostra dedica una ricca selezione di progetti grafici per le press release e per le campagne pubblicitarie, valorizzati da supporti video. A questo si affianca la ricca selezione di capi d’abbigliamento da giorno e da sera, bijou e accessori che dialogano fra loro per raccontare i riferimenti creativi di ciascuna collezione e lo sviluppo dell’idea del “total look”.

Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli
Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli

Il grande spazio al primo piano è destinato a ospitare due sezioni: il periodo dell’affermazione professionale di Walter Albini con il suo marchio e quello della sua progressiva trasformazione stilistica e delle collaborazioni con diversi brand e produttori. Nella prima sala (1973-1975) al piano superiore la seconda sezione presenta capi, materiali grafici, bijou e accessori di un nuovo capitolo professionale di Albini: l’avvio di una prima linea a marchio WA e di una seconda linea a marchio Misterfox. Lo stilista ha ormai raggiunto la notorietà e la sua cifra stilistica è pienamente riconosciuta. Le tre collezioni di questo periodo confermano la passione di Albini per i revival storici, per gli anni Venti, Trenta e Quaranta. Londra, Venezia e Roma sono le città scelte di queste collezioni. E proprio la coincidenza dell’uscita del film Il Grande Gatsby nel 1974 rafforza e potenzia la sua collezione Londra ispirata agli anni Venti che diventa subito definita con il titolo del film, consacrando la fama dello stilista a livello internazionale. A chiudere questo periodo una selezione di capi che Albini disegna per l’Alta Moda in due collezioni che presenta a Roma, nell’insolita location delle serre dei Vivai del Sud.

Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli
Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli

Nella grande sala con le capriate l’allestimento dispiega la terza sezione (1974-1983)  che racconta i diversi periodi in cui Albini, dopo le precedenti esperienze, torna a collaborare con marchi e con produttori per i quali progetta e sviluppa collezioni in cui è evidente un passaggio di stile e di logica progettuale. Un percorso davvero complesso che arriva a toccare anche la moda uomo e le collaborazioni con il teatro, rivelando aspetti inediti di un talento inquieto, sovente osannato ma di cui in realtà si sapeva ancora poco. Una mostra imponente che, anche grazie al catalogo, resterà come punto di riferimento per lo studio di un capitolo importante del Made in Italy.

Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli
Walter Albini. Il talento, lo stilista, veduta della mostra, Museo del Tessuto di Prato, 2024. Courtesy: Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Photo Credit: Andrea Gargalli

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