Categorie: Mostre

A Lugano la prima mostra in un museo sulla fotografia di Eugenio Schmidhauser

di - 22 Marzo 2025

Fotografie vintage e nuove stampe da negativi originali su lastra di vetro compongono la mostra Eugenio Schmidhauser. Oltre il Malcantone, che la sede di Palazzo Reali del MASI Lugano accoglie dal 16 marzo scorso. Si tratta di un’esposizione su un fotografo spesso dimenticato dalla storia dell’arte, che grazie al MASI sarà riscoperto dal pubblico ticinese e non solo. Schmidhauser è uno dei principali fautori di quell’immaginario del Canton Ticino – e della Svizzera in generale – come luogo felice, ideale per turisti e avventori di ogni dove. Il fotografo svizzero tedesco, originario di Seon, contribuisce alla creazione di questa visione del paese elvetico grazie ai propri scatti e alle celebri serie di cartoline e illustrazioni che dipingono la Svizzera rurale, dei paesaggi, delle feste campestri e dei mestieri, delle stazioni di posta.

Eugenio Schmidhuaser. Oltre il Malcantone, Palazzo Reali, MASI, Lugano

Luoghi semplici, in cui regna la serenità, come la sua cara Astano, dove il fotografo mette piede per la prima volta nel 1900 e conosce la sua futura moglie, Ginevra Zanetti. Ad Astano è dedicata una sezione speciale della mostra, in cui emergono tutti gli aspetti più caratteristici di un villaggio documentato in lungo e in largo da Schmidhauser. Una relazione con il luogo intensa e duratura, in cui il fotografo realizza diverse centinaia di scatti che raccontano le sfaccettature della vita del paese. Più che il fotografo del Malcantone, per l’appunto, Schmidhauser potrebbe essere considerato il fotografo di Astano. Lavori inediti dedicati all’Appenzello popolano un’altra sezione della mostra luganese, ancora una volta nell’ottica di sottolineare la capacità di catturare gli aspetti più caratteristici di un luogo da parte del fotografo e di dare vita ad un immaginario nuovo ma immediatamente riconoscibile in modo da restituirne un’immagine appetibile per i turisti dell’epoca.

Eugenio Schmidhuaser. Oltre il Malcantone, Palazzo Reali, MASI, Lugano

Schmidhauser torna a documentare il Malcantone nel 1920, dopo aver interrotto la propria produzione cinematografica – che è relativamente breve dal momento che, secondo la documentazione ufficiale, il fotografo svizzero opera solamente tra il 1903 e il 1914. Fonda la Pro Malcantone nel 1929, associazione tramite la quale si occupa nuovamente della promozione turistica del luogo. Figura centrale nella carriera di Schmidhauser, come sottolineato più volte in mostra, è quella di Rudolf Fastenrath, ricco uomo dell’epoca che grazie al suo supporto contribuisce alla creazione di quel “Ticino da cartolina” divenuto poi iconico. L’autenticità degli scatti di Schmidhauser è talmente apprezzata da Fasternrath che il tedesco lo prende sotto la sua ala, in una relazione che diverrà prospera e duratura.

Uno dei capitoli più interessanti della mostra del MASI Lugano fa riferimento alla Fotografia Artistica che Schmidhauser approccia grazie agli studi presso il Lehr-und Versuchsanstalt fur Photografie di Monaco di Baviera tra il 1901 e il 1903. Il fotografo svizzero ha la possibilità di studiare all’Accademia di Monaco proprio grazie agli aiuti economici di Fastenrath, che ne intravede il talento già agli inizi della carriera. La produzione artistica si compone di ritratti, studi su modelli (prevalentemente donne) e messinscene eseguite ad Astano, oltre ad una serie di vedute. Grazie ad una intensa attività di ricerca documentale, il MASI ha ricostruito questa parte fino ad oggi sconosciuta dell’attività fotografica di Schmidhauser.

Eugenio Schmidhuaser. Oltre il Malcantone, Palazzo Reali, MASI, Lugano

Una sezione finale mostra invece una serie di scatti eseguiti al Lago di Garda, corredati dalla Medaglia D’Oro incorniciata che Schmidhauser riceve all’esposizione internazionale di Milano del 1906. Non solo quindi villaggi, scene folkloristiche e cartoline. La produzione fotografica di Eugenio Schmidhauser, seppur circoscritta ad un periodo di circa undici anni, ha segnato profondamente la Svizzera e ha contribuito a plasmarne l’immagine che ancora oggi definisce quelli che sono i canoni estetici e l’immaginario del paese elvetico, soprattutto al di fuori di esso.

Articoli recenti

  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30