“Io non sono un pittore, io non sono l’artista, io sono l’opus” è il titolo della nuova mostra inaugurata presso la Gallery of Art, Temple University Rome dedicata a Carlo Maria Mariani e alla collezione Antonio Martino. L’esposizione è curata da Lorenzo Canova, storico dell’arte, accademico e critico d’arte, da Antonio Martino, collezionista, e dall’artista Nicola Verlato. Saranno presenti in mostra non solo opere di Carlo Maria Mariani, ma anche di Giulio Paolini, Luigi Ontani, Salvo, Gino De Dominicis ed i più giovani Nicola Verlato, Patrizio Di Massimo e Valerio Carrubba.
Fuori mostra si potrà ammirare un piccolo omaggio all’importante pittrice pop-surrealista Marion Peck, facente sempre parte della collezione di Antonio Martino, in memoria della sua presenza come studentessa alla Temple Rome negli anni ’80. «Sono particolarmente emozionata e onorata di presentare questa esibizione, in quanto mi riporta con nostalgia al mio arrivo a Roma a metà degli anni ’80 e all’inizio della mia carriera, quando ho incontrato e stretto amicizia con artisti affermati ed emergenti a Roma, e ho iniziato anche la mia amata occupazione di insegnare arte contemporanea per tutta la vita, ed il mio grande piacere di visitare gallerie e studi. Erano gli anni in cui si sentiva ancora forte la potenza dell’Arte Povera e dominava la neonata Transavanguardia, ma non avevo mai incontrato in quel periodo Carlo Maria Mariani, che successivamente si trasferì in America, dove è vissuto fino al suo ultimo giorno. Questa è la mia giusta occasione per rendere omaggio all’artista, facendolo rivivere appunto alla Gallery of Art, Temple University Rome, grazie ad Antonio Martino, che era un suo fedele amico, e ce lo sta dimostrando», ha dichiarato Shara Wasserman, la Direttrice della Temple Gallery.
L’affascinante esposizione vuole rendere omaggio al celebre artista concettuale Carlo Maria Mariani a un anno dalla sua scomparsa. Mariani è un artista concettuale, la cui fredda pittura chirurgica, d’ispirazione mentale, ha origine nelle biblioteche, grazie all’interesse verso la lettura dei testi di Johann Joachim Winckelmann, Karl Philipp Moritz e dello stesso Anton Raphael Mengs. «Un ritorno culturale ed intellettuale alla sublime bellezza ed importanza della pittura e della figura, e del passato, come recupero contemporaneo concettuale e non come mero esercizio pittorico anacronistico artigianale, formale, e noiosamente sterile e fine a sé stesso», si legge nel comunicato stampa della mostra.
Grazie al collezionista Antonio Martino saranno presenti sette opere di Mariani, tra dipinti e disegni, accompagnate da dieci opere di importanti maestri e virtuosi pittori di figura più giovani, tutti concettualmente e culturalmente vicini all’artista.
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