Categorie: Mostre

Alberto Tadiello, Chlamydomonas Nivalis – Galleria Umberto di Marino

di - 25 Novembre 2021

L’evoluzione del concetto di “Natura” in epoca contemporanea è sempre al centro dell’interesse della Galleria Umberto Di Marino di Napoli. Lo conferma “Chlamydomonas Nivalis”, la mostra personale di Alberto Tadiello, artista profondamente affascinato da piccoli e grandi prodigi naturali, dal mistero che ancora questi conservano e da come le leggi che governano la natura siano comuni per tutti gli esseri viventi, ineluttabilmente legati al medesimo destino.

Il percorso ha inizio proprio dal piccolo organismo unicellulare che dà nome all’esposizione: la Chlamydomonas Nivalis è un’alga unicellulare alpina caratterizzata da una tipica colorazione rossa, dovuta all’alta concentrazione di pigmenti organici che le permettono di resistere e di riprodursi in condizioni ambientali molto sfavorevoli. Responsabile dello scioglimento della neve durante la stagione estiva, l’alga riporta non solo una grande attitudine all’adattamento e alla resistenza, ma anche un’estrema capacità erosiva e di trasformazione. La sua proliferazione nei ghiacciai comporta una particolare colorazione che va dal rosa al rosso sangue, producendo un effetto ottico sorprendente e al tempo stesso inquietante.

«Come l’uomo, la Chlamydomononas agisce sull’ambiente che lo circonda modificandolo per renderlo più ospitale. Mentre il mondo animale tende ad adattarsi alle condizioni esterne, l’uomo, come questa piccola alga, erode e trasforma il luogo che lo ospita – racconta Enzo Di Marino della Galleria Umberto Di Marino – Nell’opera Night Blind Drawings che apre l’esposizione, Tadiello utilizza i cromatismi tipici della Chlamydomonas per tratteggiare forme umane elementari, a sottolineare la centralità dell’uomo nell’ecosistema del pianeta. È interessante analizzare come ciò che viene definito canonicamente naturale non rispecchi il mondo di oggi. Quello dell’artista è un vero processo alla natura».

A tal fine, fra i materiali eletti da Alberto Tadiello ci sono pezzi di ferro trovati durante le lunghe passeggiate nei boschi vicino casa, ai piedi delle Dolomiti, assemblati e lavorati, come nell’opera Teste. Ma il misunderstanding percettivo si manifesta in tutta la sua forza nell’opera che conclude il percorso. Play Mode si compone di tre elementi metallici antropomorfi, ognuno dei quali è dotato di un circuito elettrico e di uno speaker.

«L’unione delle tracce audio compongono un suono di fondo che richiama l’ambiente delle fabbriche e di strumenti metallici – prosegue Enzo Di Marino – In realtà fra questi rumori c’è anche il canto di un uccello cinese. La domanda che Tadiello si pone è in questo caso più significativa che mai: oltre la nostra percezione, cosa possiamo realmente chiamare “Natura” oggi?».

Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30